LA SOTTILE LINEA D’OMBRA
(Musiche e Musicisti di Confine)
 

Da bambino, rientrando a casa dai giochi con gli amici, nei tiepidi tramonti primaverili, attraversavo un frusciante canneto che costeggiava il lago. La luce sanguigna filtrava con forza creando una traccia sul terreno umido. Più il sole scendeva più la linea di confine tra luce e buio si allungava. Spesso, rischiando i vivaci rimproveri dei genitori, mi fermavo affascinato per percepire il magico momento di quando il giorno diviene notte.
Ripenso spesso a quei momenti lontani. Quella curiosità è rimasta. Quella sfuggevole linea di confine rappresenta oggi, nell’affrontare tematiche culturali, territorio di conquista, ricerca, zona franca tra spazi istituzionalizzati, conformisti e zone vitali, dove l’artista rifiuta omologazioni, rischia, si mette in gioco, cerca. Una linea in continuo mutamento, ora arretra, ora conquista spazi nuovi. La vitalità dell’arte.
La Sottile Linea D’Ombra” ( che gioca, mischia i titoli due grandi opere, una letteraria “La linea d’ombra di Joseph Conrad, l’altra cinematografica “La sottile linea rossa” di Terrence Malick) è un progetto che vuol scandagliare questo spazio nell’ ambito specifico della musiche afroamericane, improvvisate, contemporanee, attraverso riflessioni, analisi, interviste, dibattiti. Per valorizzarlo ma segnalarne anche limiti, atteggiamenti intellettualistici, isolazionisti e autoconsolatori. Non solo, si rischia spesso di coinvolgere musicisti, addetti ai lavori, con soli fini promozionali, legati ad uscite di cd, concerti, comunque sempre in un’ottica ristretta agli aspetti professionali. Dobbiamo fare uno sforzo per ampliare questo scenario. Se il musicista, come reputo, va visto come un intellettuale, artista immerso in una complessa, realtà sociale, politica, economica, allora dobbiamo scavarne le problematicità su un più ampio spettro di tematiche. Questo si propone “La Sottile Linea D’Ombra”, rappresentare uno strumento di lettura, anche se parziale, per avvicinare più attrezzati una realtà culturale misconosciuta che può riservare molte sorprese.

Paolo Carradori - Jazz Convention Year 2006