Bari Hi End 2004



Talos Festival Quattordicesima edizione per la manifestazione BARI HI-END, punto di riferimento nel meridione per gli audiofili.
Come sempre Fabio Valenza (Pro.box) organizzatore dell'evento ha accuratamente selezionato le aziende espositrici nei vari settori dell'Hi-Fi, Home Theatre, apparecchiature video, nonché prestigiose label quali l' Auand, capitanata da Marco Valente e la Red Records di Sergio Veschi. Anche le riviste del settore era presenti con propri stand ben distribuiti all'interno delle accoglienti sale dell'imponente Hotel Ambasciatori. Anche in questo settore il jazz era validamente rappresentato dalla rivista Jazzit, oramai punto fermo nell'ambito dell'informazione musicale.
L'affluenza di pubblico, quest'anno, è stata maggiore rispetto alle edizioni precedenti, e tanto anche in ragione dei concerti che sono stati sicuramente un ulteriore elemento catalizzatore. Il programma degli eventi musicali, concentrati nel fine settimana, ha visto di scena tre ottime progetti pugliesi: Re-Verse, Alex Milella , Guido Di Leone trio e Mino Lacirignola ottonando brass quintet.

Re-Verse Sabato 27 novembre il sipario si è aperto con la proposta progettuale dei Re-Verse. L'interessante quartetto, formato da Marta Gadaleta voce, Gianni Vancheri alla chitarra, Vincenzo Maccuro al contrabbasso e Michele Genualdo alla batteria, ha presentato il proprio progetto di vera e propria fusione di suoni. Un feed-back che ha attraversato le sonorità squisitamente jazz, come nell'esecuzione del classico Speak low, saggiamente arrangiato ed eseguito perfettamente da una Marta Gadaleta in grande spolvero, o nelle atmosfere mood (nella sua accezione di stato d'animo) di Calling You. Ma anche rielaborando gli accenti più forti di Hendrix, territorio che Vancheri conosce a menadito e lo esegue e rielabora con particolare abilità espressiva. Esecuzioni ed arrangiamenti di ottima fattura, sempre validamente supportati dalla corposa sessione ritmica formata da Maccurro e Genualdo.

 Giuseppe Bassi L'auspicio è di poter ascoltare più spesso il quartetto, anche con brani di propria composizione. La giornata successiva è stata improntata su di un doppio appuntamento. Il primo antimeridiano ha visto la presentazione dell'originale progetto Isole, con musiche composte da Guido Di Leone ed arrangiate da Luigi Giannatempo. L'incontro tra il trio classico jazz, formato dallo stesso Di Leone alla chitarra, Giuseppe Bassi al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria, ed un quintetto di ottoni, composto da Mino Lacirignola e Marco Sannini alle trombe, Donato Semeraro al corno, Giuseppe Zizzi al trombone e Domenico Zizzi al basso tuba.
Il caleidoscopio di suoni che sono emersi da questo interessante lavoro, hanno condotto il pubblico su lidi diversi, per riapprovare, però, sempre al jazz più raffinato e colto, come è nello stile di Guido Di Leone. Il musicista barese, mai pago delle ricerche musicali e stilistiche, è riuscito, ancora una volta, a cogliere nel segno regalando un lavoro d'alta fattura.

Alex Milella Il concerto serale è dedicato alla presentazione del primo lavoro da leader di Alex Milella, talentuoso chitarrista barese sempre alla ricerca di nuove sonorità e di nuove frontiere musicali. Il suo stile mutua da Allan Holdsworth e Scott Henderson. Ma non è assolutamente un clone né dell'uno né dell'altro. La sua capacità improvvisativa la si riscontra tutta anche nelle composizioni e negli arrangiamenti, a firma del chitarrista barese. Milella si è esibito con il trio ritmico-armonico che lo ha supportato in sala d'incisione, formato da Pierluigi Balducci al basso elettrico, Giuseppe Berlen alla batteria e Luca Cacucciolo al fender rhodes. A condire tale ricco quartetto, gli avvolgenti fraseggi del sax di Michele Carrabba. Il suond di Milella è a dir poco esplosivo, mai leziosi i suoi soli, ma sempre significativi e dotati di un brand unico. Light Shades (è il titolo dell'opera prima, label NbM) viene eseguito per intero. Coinvolgente sia negli aspetti più solistici che in quelli d'insieme che mettono in evidenza una buona amalgama formatasi soprattutto in studio di registrazione. La prima performance live del quartetto-quintetto (Carrabba è graditissimo ospite, anche nell'album) entusiasma il numerosissimo pubblico intervenuto.
Il programma, opportunamente strutturato, ha previsto,inoltre, un seminario della Outline, tenutosi domenica 28 novembre. Il lavoro di ricerca, cernita e coordinamento della Pro.box di Fabio Valenza, ha consentito di vedere ed ascoltare percorsi musicali, tecnici e programmatici di ottimo livello. Come troppo spesso accade, e ne faccio ammenda per l'essere ripetitivo, spero che tali iniziative possano "attirare" maggiormente l'attenzione sia dei media e sia degli enti territoriali.

Alceste Ayroldi - Jazz Convention year 2005