Etichetta: Wide Sound
Sede: Nepezzano - Teramo
Anno di fondazione: 1999
Sito Internet: www.widesound.it
Distribuzione: IRD

Intervista a Domenico Di Gregorio

Jazz Convention: Una breve storia della Wide, gli obiettivi che vi siete posti all'inizio e, se possibile, un bilancio dell'attività svolta finora.

Domenico Di Gregorio: La Wide nasce sei anni fa, e in questi sei anni, abbiamo pubblicato circa cinquanta titoli. All'inizio abbiamo effettuato alcune registrazioni di jazz e visto l'elevato conenuto e spessore artistico dei musicisti che frequentavano i nostri studi di registrazione, maturammo l'idea "Wide Sound". "L'Amo" di Claudio Canzano fu la prova generale: diciamo che più che il disco di Claudio Canzano il progetto era di Di Sabatino; poi seguirono altri lavori interessanti, anche se con vendite scarse. Il primo ciclo si chiude con il cd di Massimo Manzi, "Quasi Sera", disco molto fortunato, grazie sopratutto alla intensa attività concertistica di Manzi che ha contribuito alla diffusione del prodotto. Nella fase successiva le produzioni che sicuramente hanno determinato il percorso dell'etichetta sono stati il cd di Fabrizio Bosso "Italian Song" e il tributo a Pastorius di Maurizio Rolli, "Moodswing", ed infine il disco di Danilo Rea e Roberto Gatto, "Baci Rubati".

JC: In effetti questo disco, è stata un po' la svolta che ha permesso alla Wide di essere conosciuta a livello nazionale.

DDG: Certo; pubblicare il CD "Baci rubati" ha segnato l'inizio del nuovo percorso. In sintesi, la Wide era vista come l'etichetta abruzzese o dei musicisti abruzzesi, il disco di Rea e Gatto ha fatto sì che la Wide Sound potesse avere il target che ora ha.

JC: Anche sul vostro sito Internet, come sul sito di altre etichette, c'è la possibilità di acquistare on line. Internet diventa un veicolo, oltre che per la conoscenza dei progetti, anche per la vendita e la diffusione dei dischi.

DDG: La forza di internet è questa, rende tutto possibile; noi crediamo molto sulla vendita attraverso il sito. Riguardo alla vendita di musica digitale abbiamo anche fatto un accordo con un portale gestito dalla Rai, www.cd.rai.it, che gestisce anche la vendita della musica digitale su Internet. www.cd.rai.it è un portale gestito in parte da Rai Trade, in parte da Vitaminic, ed ha aperto da poco alle etichette indipendenti e la Wide è una delle poche etichette di jazz rappresentate. In ogni caso, da indagini fatte da loro in Rai, e anche dal mio punto di vista, la musica jazz in digitale non ha un futuro immediato: l'ascoltatore acquista il disco ed è ancora presto per contare sul mercato di chi scarica la musica in mp3. La vendita dei cd su Internet per noi è importante, stiamo cercando di pubblicizzare sempre di più il fatto che noi vendiamo i dischi dal sito, anche per colmare alcune lacune del sistema distributivo italiano, che, secondo me, non è efficace: parecchi dischi non arrivano mai nei negozi e questo è un grande svantaggio per i musicisti meno conosciuti. Uno dei motivi è il fatto che non c'è più il conto vendita; un altro motivo è che le grandi catene mettono in bacheca solo i dischi che sono sicuri di vendere.

JC: Parlavamo della vendita all'estero: in questo modo è possibile raggiungere mercati una volta impensabili.

DDG: Noi vendiamo già in Giappone, in Corea e in quasi tutta l'Europa con i canali di vendita tradizionali e, in questi giorni, stiamo chiudendo un contratto di distribuzione in Nord America. Poi c'è internet... per il momento non siamo ancora attrezzati per il pagamento con la carta di credito, contiamo di esserlo per la fine dell'anno.

JC: Abbiamo parlato prima dei musicisti locali, questo ci permette di parlare di rapporto con il territorio. 

DDG: Con i musicisti locali abbiamo un ottimo rapporto, ovvero con quelli che hanno rapporti con la nostra etichetta. Quello che lamentiamo è una scarsa attenzione da parte di istituzioni e organizzazione di eventi legati al jazz. Non voglio essere frainteso comunque il mio concetto è il seguente: i fetival sono gestiti nella quasi totalità da musicisti che organizzano i concerti con presupposti sempre meno artistici e sempre più in prospettive personali. Quelle poche volte che non ci sono musicisti ad organizzare ci si trova comunque di fronte e situazioni strane dove i "direttori artistici" sono convinti che organizzare concerti con musicisti locali sminuisca il valore dell'evento. In alcuni casi addirittura qualche organizzatore pretendeva i nostri musicisti a prezzi dimezzati. Sarebbe sicuramente più giusto spendere denari pubblici non solo per le stars ma anche per le piccole realtà. Visto che i denari sono di tutti, una piccola parte è bene destinarla al territorio, o no? (aldilà del fatto se sono musicisti Wide o no, è il principio che conta).

JC: Le difficoltà che deve affrontare un'etichetta di jazz in Italia; abbiamo già parlato delle vendite. Farsi conoscere dai musicisti, dagli acquirenti.

DDG: A mio avviso la difficoltà vera è quella di promuovere i CD, non basta acquistare gli spazi pubblicitari, quelli li paghi e quindi sono a disposizione, ma farsi recensire un CD entro un tempo ragionevole dall'uscita, questa è la verà difficoltà. Ogni tanto ci ritroviamo Cd recensiti dopo due anni dall'uscita e questo rende vano il nostro lavoro.

JC: Parlavamo di Internet prima, l'altro lato della tecnologia è la pirateria. Spesso si dice che la pirateria è una delle cause della crisi del mercato dei dischi.

DDG: La pirateria non credo che riguardi i dischi di jazz... almeno la pirateria "ufficiale" che si muove su altri ordini di grandezza...

JC: Anche la confezione stessa del cd, il packaging, il proporre, come voi avete fatto all'inizio, contenuti multimediali di vario genere nel cd: tutto questo può contribuire a dare valore al prodotto cd...

DDG: ...I nostri primi dischi erano completati da una track interattiva, ci sono stati dei problemi e purtroppo questo discorso non lo stiamo portando più avanti; abbiamo sospeso questa iniziativa e vedremo più avanti di riproporla. Ovviamente curiamo la grafica e la presentazione del cd, il booklet è sempre di almeno otto pagine, con notizie e informazioni dettagliate.

JC: Parliamo dell'atmosfera che si sta muovendo intorno al jazz in Italia in questo momento. La Casa del Jazz che si sta per aprire a Roma, la presenza di musicisti come Sergio Cammariere e Stefano di Battista che si classificano ai primi posti al Festival di San Remo, il film di Pupi Avati, pubblicità che sfruttano suoni jazz. Secondo te come si può sfruttare questa attenzione dei media nei confronti del jazz?

DDG: Le cose che hai citato sono tutte frutto di iniziative molto intelligenti. Non a caso il produttore di Sergio Cammariere è stato Biagio Pagano, che rappresenta per noi, con la Via Veneto e il lavoro che sono riusciti a fare in pochi anni, un modello di riferimento. L'"operazione Cammariere" è stata studiata in modo intelligente e ha raccolto frutti assolutamente positivi... non discuto sulla validità della sua musica ma tutto il casino che ha combinato è positivo in generale. L'operazione di quest'anno ha avuto la regia di Stefano Di Battista: un grande personaggio e un grandissimo musicista con delle idee sicuramente geniali: io lo stimo sotto tutti i punti di vista. Sento critiche in giro a queste cose, ma se penso che, prima del Festival, c'era gente che non conosceva Stefano di Battista, mentre ora ha raggiunto una notorietà totale, mi convinco del fatto che siano operazioni che vanno fatte. Queste cose servono al jazz, ce ne fossero... Anche personaggi come Bublé, che richiama una buona fetta di pubblico, la stessa presenza della big band di Demo Morselli il pomeriggio della domenica su Canale 5: non suonano jazz puro, certo, ma ne richiamano comunque le atmosfere. Tutte queste cose contribuiscono e portano della gente a interessarsi, qualcuno a comprare qualche disco... 

JC: C'è anche un pubblico un po' più pronto, rispetto a qualche anno fa... 

DDG: Ci sono diversi fattori, la musica commerciale non è più creativa. Se continua questa esasperazione, questa aridità, le persone si interesseranno sempre di più a una musica come il jazz, dove si percepisce l'anima. il cuore del musicista, l'improvvisazione. Anche i concerti di musica classica registrano un aumento di presenze, questo è importante perchè si percepisce la voglia di avere un rapporto con la musica suonata. Per forza di cose, chi ama la musica si rivolgerà sempre di più verso il jazz, verso la musica suonata, la creatività.

JC: Le prossime iniziative della Wide...

DDG: La Wider Look e la Wide Classique. Per quello che riguarda la musica classica, abbiamo dato vita a una collana di dischi, nella quale abbiamo pubblicato cinque dischi: sono tutte prime assolute e portano su CD delle musiche di autori classici abruzzesi - Tosti, Fenaroli, Mascitti, Braga - che vanno dal barocco alle romanze di inizio novecento. É la seconda tappa del progetto Wide: dopo il jazz, ora la classica. Il progetto Wider Look è una linea diretta esclusivamente ai nuovi talenti, chiaramente la selezione delle nuove proposte è fatta con gli stessi criteri con cui abbiamo costruito il nostro catalogo, la novità assoluta è il prezzo di vendita finale dei CD, che sarà di 9,90 euro. Vedrà la prossima uscita con il quartetto del pianista Checco Fornarelli, barese, con giovani musicisti pugliesi e Marco Tamburini a fare un po' da papà a questi giovani; sempre per questa linea abbiamo pubblicato Rita Cervellati, Francesco Palmitessa e Sabatino Matteucci. Secondo me è un modo buono per proporsi: pur mantenendo lo standard qualitativo delle nostre produzioni, diamo uno stimolo in più, con il prezzo imposto di 9,90 euro, all'acquisto di un disco di un musicista emergente... che poi, va detto, sono soldi che ci rimettiamo di tasca nostra perchè il discorso distributivo ha sempre lo stesso costo. É un modo per sottolineare il lavoro di un musicista che pubblica il suo primo disco e che non avrebbe, altrimenti, molte possibilità di vendere. Fermo restando che l'ufficio stampa dell'etichetta fa un lavoro importante di promozione per ogni disco che produciamo, inviando a giornali e giornalisti un notevole numero di copie, lavoro che intensifichiamo per questi lavori della Wider Look, per i quali sentiamo ancor di più il dovere di promuovere il disco con la stampa. Per il catalogo generale, è appena uscito il nuovo disco del quartetto di Renzo Ruggieri, il suo terzo CD per la Wide e si conferma musicista di riferimento, così come pubblichiamo in questi giorni il disco del progetto Contemporary Jazz Guitars con Condorelli/Farias/Onorato e F. Cerri, il secondo disco per noi, e il nuovo CD di Angelo Canelli, il tributo a Sting, con diversi musicisti di area Wide e la presenza di musicisti americani come Jason Stuart e Jason Marsalis, pubblicheremo presto il disco di Fabio Morgera con un organico eccellente e tra tutti citiamo Stefano Di Battista e Norah Jones e segnaliamo l'uscita di R.A.R.E. - Ruiz, Acuña, Rolli, Esposito: queste sono le prossime uscite. 

JC: Infine, quale è il disco che ti ha dato più soddisfazioni fare?

DDG: Non ce n'è uno in particolare; magari ce n'è uno per un determinato aspetto, altri per altri motivi. Io sono titolare della Wide, fonico del mio studio, direttore artistico: un disco che viene registrato nei nostri studi e che raggiunge un consenso di critica e di pubblico lo sento un po' più mio. Ma i musicisti con cui lavoriamo sono tutti validi; alcuni sono più conosciuti e vendono di più, altri meno, ma ciò non toglie che le sorti non possano cambiare strada facendo... grazie al nostro lavoro.


Fabio Ciminiera - Jazz Convention year 2005