Le Città del Jazz: Hollywood - Nunzi Jazz Orchestra - Roma - Teatro Sistina, 12.4.2006
Foto: Fabio Ciminiera



Hollywood è stata la città scelta per l'ultimo concerto de Le Città del Jazz. Il racconto è stato, perciò, incentrato sull'incontro di Jazz e Cinema, sull'importanza della musica nella storia del cinema e delle possibilità - creative, sperimentali ed economiche - offerte dal cinema ai musicisti e ai compositori nel corso degli anni.
Il Jazz e il Cinema nascono all'inizio del ventesimo secolo. Sono le arti della modernità, per usare le parole di Nunzi. La storia si lega ancor più con l'avvento del cinema sonoro: Il Cantante di Jazz è la prima pellicola sonora universalmente riconosciuta. Il cinema farà sempre più ricorso a musicisti jazz, capaci di affrontare con immediata prontezza musiche disparate, di legarsi alle situazioni sceniche e narrative, a compositori che rielaborano il linguaggio del jazz come un ulteriore personaggio e lo adattano, in mille modi, alle esigenze dei copioni e dei registi.
Per il concerto dedicato ad Hollywood, Massimo Nunzi ha voluto ripercorrere brani e temi composti appositamente per il cinema. Brani che potessero essere ricondotti, in primo luogo, ai film per i quali erano stati creati, che fossero stati scritti ad "Hollywood". La scelta ha visto l'Orchestra impegnarsi sulle note della Pantera Rosa e del tema di James Bond, sul brano scritto da Vangelis per la colonna sonora di Blade Runner e sul tema dei Flintstones, sul motivetto fischiettato da Topolino in Steamboat Willie. Non poteva mancare l'omaggio ai compositori italiani: Umiliani e I soliti ignoti, Rota e Il Padrino, Trovajoli con Sesso Matto, Morricone citato dalla presenza di Elena Somaré che ha fischiato la melodia di Someday my prince will come, in duo con Danilo Rea, richiamando le atmosfere di alcuni brani del Maestro romano.
La piacevole consuetudine dei concerti proposti da Massimo Nunzi è quella di creare un filo logico nel corso della serata: brani, ospiti, ascolti, racconti, aneddoti. Lo spettacolo diventa totale, divertente, curioso. Il connubio tra Cinema e Jazz ha scaturito leggende ed episodi: Nunzi ha ricordato la presenza dei musicisti californiani nelle registrazioni di qualunque spot radiofonico e televisivo, nelle colonne sonore e nei piccoli raccordi di passaggio, così come ha fatto ascoltare alcune frasi nascoste in porzioni di assolo di Ellington e Gillespie che hanno dato lo spunto per l'elaborazione di temi celebri di film e pubblicità.
Anche in quest'ultimo appuntamento, l'Orchestra di Massimo Nunzi ha ospitato musicisti che si sono confrontati con i brani e i protagonisti della storia musicale. Danilo Rea al pianoforte, Giovanna Famulari al violoncello e alla voce, Elena Somaré, come detto, al fischio, i Noir Ensemble, Pilar e Daria Biancardi, provenienti dalla trasmissione radiofonica Demo. Ospiti che hanno lavorato con l'Orchestra, partecipando alla costruzione dei brani, prestandosi al gioco di interpretare e ripercorrere i personaggi della storia musicale del cinema. Una trascinante versione di Think, tratta dai Blues Brothers, con Danilo Rea al pianoforte e la voce, potente, di Daria Biancardi; il "birichino omaggio" a Trovajoli di Sesso Matto con Danilo Rea e Giovanna Famulari, l'incontro dei Noir Ensemble con la Famulari sulle note scritte da Gato Barbieri per Ultimo Tango a Parigi.
L'elenco dei brani scelti viene completato, tra gli altri, dal tema de L'uomo con il braccio d'oro, dalle note di Ascensore per il patibolo, uno degli incontri leggendari di Cinema e Jazz, dal ritmo di Saludos Amigos, dall'enfasi pacchiana del tema di Rocky. Per ragioni di tempo molti brani sono rimasti fuori, brani che riportano alla memoria di ciascuno i film ai quali è maggiormente legato. Nel corso della serata, Nunzi ha sottolineato come, per molti appassionati, l'ascolto di una colonna sonora, dai particolari accenti jazzistici, possa aver rappresentato il primo contatto con la musica jazz.
Si diceva della presenza degli ospiti... la bravura e la classe di Danilo Rea sono indiscusse e sempre cristalline. Le sorprese, positive, vengono dai giovani talenti che si sono avvicendati sul palco del Sistina. L'interpretazione e la carica di Daria Biancardi, il confronto arduo con Aretha Franklin, in uno dei brani più belli del suo repertorio; la particolare interpretazione dei Noir Ensemble (trio valdostano composto da Manuel Pramotton al sassofono, Enzo Favre al contrabbasso e Massimo Leonardi alla batteria) che mescolano energia a malinconia; la poliedrica Giovanna Famulari impegnata con il violoncello e la voce, femme fatale e scanzonata; la voce di Pilar, cristallina e potente. La possibilità di portare alla ribalta talenti, di indubbio valore e dalle caratteristiche diverse, viene sfruttata in tutti i modi possibili dalla capacità di Nunzi di disporre un racconto musicale sempre interessante, giocando con le caratteristiche dei protagonisti, andando loro incontro o portandoli in un terreno del tutto nuovo. Il racconto de Le Città del Jazz si popola, così, di ironia e di musica, si snoda tra i virtuosismi, come, ad esempio, i sovracuti di Andrea Tofanelli alla tromba, e l'energia della sezione fiati che accompagna in Think, si anima con il ritmo e la verve di Marco Rovinelli e si colora della passione lirica dei solisti.
Le Città del Jazz nel proprio complesso rappresentano un'opera titanica. Nel corso delle sette serate, si dispone la mole di brani arrangiati da Nunzi per l'Orchestra, il lavoro eseguito con l'ausilio dei musicisti residenti e l'intervento degli ospiti. Uno spettacolo composto di musica e di testi, spiegazioni, mai banali, che accompagnano con precisione e brio lo scorrere della serata.
Massimo Nunzi, con la rassegna Le Città del Jazz e con le sue iniziative, crea la possibilità di avvicinare il pubblico al jazz spiegando alcuni passaggi con garbo, senza imporre qualcosa, senza lasciar cadere nomi, date, titoli dall'alto. Uno spettacolo che intrattiene con indiscutibili contenuti musicali e culturali e, nello stesso tempo, leggerezza e ritmo. Ampliare le possibilità di contatto, far conoscere il proprio mondo, in modo non pesante o didascalico, creare uno spettacolo ben fatto che diverta, apra nuove possibilità di comunicazione, faccia stare bene in maniera intelligente. É possibile: i lavori concepiti da Nunzi ne sono la prova tangibile, così come altri spettacoli visti nel corso degli ultimi anni.
Ricordiamo, infine, tutti i musicisti che formano la Massimo Nunzi Jazz Orchestra. Andrea Tofanelli, Mario Caporilli, Andy Gravish e Felice Reggio alle trombe. Enzo De Rosa, Rosario Liberti, Massimo Morganti e Tony Cattano ai tromboni. Marco Guidolotti, Max Ionata, Andrea Pace, Filiberto Palermini, Fabio Punzo ai sassofoni. Andrea Beneventano al pianoforte, Marco Loddo al contrabbasso e Marco Rovinelli alla batteria. E, naturalmente, la direzione, gli arrangiamenti, le trascrizioni e la stesura dei testi di Massimo Nunzi.

Fabio Ciminiera - Jazz Convention year 2006