Bass Desires - Incroci di Chitarre tra Pop e Jazz - Teatro Manzoni, Milano, 05.02.2007
Marc Johnson: contrabbasso
Bill Frisell: chitarra
John Scofield: chitarra
Peter Erskine: batteria
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Un supergruppo di all-stars ha dato vita a uno dei concerti più affascinanti dell’intera stagione della rassegna “Aperitivo in Concerto”, ormai caposaldo del jazz milanese da più di dieci anni. La formula non è certo una di quelle più gettonate in quest’ambito musicale, mentre dalla parte del pop e del rock è sicuramente più comune: basti pensare alla corrente british, con gruppi come Beatles e Rolling Stone, giusto per citare i più noti. Quattro tra i più grandi virtuosi odierni del loro strumento si sono incontrati – e per fortuna non scontrati – in un quartetto esplosivo: sfolgorante in particolare l’intesa tra i due chitarristi, mai votati solo al mettersi in mostra e al sovrastare l’altro, ma sempre rivolti alla creazione di un discorso musicale coerente. Pur senza perdere la propria individualità, sia Frisell che Scofield hanno creato inconsuete soluzioni armoniche e melodiche, dando vita a vere e proprie intelaiature di note indistruttibili. E tutto questo, come
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detto, senza compromessi: riconoscibilissima la componente folk della chitarra di Frisell, con quel suo suono totalmente personale che sembra strizzare l’occhio a un certo bluegrass.
In splendida forma anche la sezione ritmica: sia Erskine che Johnson lanciatissimi, pronti a sottolineare e a mettere ancora di più in luce le arditezze e la complessità del discorso chitarristico. Da un lato Erskine, eletto per ben sette volte miglior batterista moderno, ha dato prova di essersi indubbiamente meritato il titolo, non solo grazie alla sfavillante tecnica strumentistica e alla sua sottile ironia musicale, ma anche grazie alla sapienza nell’uso dei timbri: capace di rimanere nell’ombra facendo emergere e risaltare il discorso musicale, è anche in grado di sostenere assoli strabilianti; dall’altro Johnson, mente creatrice dell’intero progetto, si è riconfermato un contrabbassista profondamente raffinato, innovativo e dalle lucide scelte interpretative. Non è difficile capire come dall’incontro di due musicisti di questo calibro sia nata una delle sezioni ritmiche più apprezzate in tutti il mondo.