Pineto Accordion Jazz Festival 2007 - Pineto, Villa Filiani. 20-22 luglio 2007
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Il Pineto Accordion Jazz Festival giunge quest'anno alla terza edizione e coniuga in modo naturale le sue matrici di partenza. Lo strumento, in primo luogo: tre serate dedicate alla fisarmonica, puntando sul registro più colto dello strumento. La presenza di Luciano Biondini e di Renato Borghetti, insieme all'intervento dello stesso Ruggieri nell'ultima serata, prosegue la traiettoria iniziata negli anni scorsi che ha portato a Pineto musicisti del calibro di Frank Marocco e Germano Mazzocchetti, Art Van Damme e Peppino Principe.
Non so se il Pineto Accordion Jazz Festival sia il solo festival jazz al mondo dedicato alla fisarmonica, sicuramente non ce ne saranno moltissimi altri. Un festival dalla dimensione moderna e aperta, in grado, in pratica, di coinvolgere le tante anime legate allo strumento, di aprire una comunicazione possibile tra il jazz e mondo della fisarmonica. Anime popolari e colte, alle quali bisogna aggiungere, inoltre, le differenti costruzioni dello strumento e gli ascolti dei singoli musicisti.
La fisarmonica porta con sé il richiamo del tango e delle danze popolari, dalla musette alle quadriglie e alle mazurche: linguaggi che è possibile sviluppare ed arricchire grazie all'improvvisazione, alle possibilità combinatorie degli incontri e delle sperimentazioni. E, d'altronde, il ritorno dello strumento nell'area di influenza del jazz consegue proprio dalle contaminazioni con linguaggi espressivi altri di cui si è arricchita la musica afro-americana.
Il Pineto Accordion Jazz Festival dimostra, anche quest'anno, di essere un festival capace di costruire situazioni feconde e produzioni originali. L'esempio eclatante è l'incontro dello scorso anno tra Antonella Ruggiero e il Renzo Ruggieri Group, arrivato fino al Festival di San Remo. Nella presente edizione, Renzo Ruggieri è salito sul palco insieme a Sergio Caputo: un incontro forse meno progettuale, ma sicuramente delicato e meno forzato rispetto a quanto ci si potesse aspettare. L'ampiezza, la coerenza e le caratteristiche del repertorio di Caputo, l'approccio stesso del cantante e chitarrista, hanno fatto sì che l'intervento di Renzo Ruggieri fosse naturale e diversificato: il fisarmonicista è stato, in un primo momento, chiamato a sorpresa dal cantante, poi i due hanno duettato insieme - voce, chitarra e melodica - e infine sono stati raggiunti dal gruppo.
Il concerto di Pineto ha dimostrato, una volta ancora, come una carriera di lavoro onesto e coerente possa durare nel tempo: un pubblico numeroso, tutti a cantare i testi, tutt'altro che scontati di Caputo, brani, per fortuna, non destinati a morire nel corso di una stagione.
Nelle prime due serate del festival. Le esibizioni del Luciano Biondini Group e del Renato Borghetti Group. Luciano Biondini ha guidato il suo quartetto attraverso alcune delle melodie presenti nel suo lavoro in solo Prima del cuore. La fisarmonica del leader si incontra così con i suoni elettrici della chitarra di Antonio Tosques e del basso di Pierluigi Balducci, con i colori e gli accenti delle percussioni di Francesco Petreni. La direzione lirica dei brani del disco si amplia, di conseguenza, grazie alla spinta di una ritmica calda e rotonda, della possibilità di ampliare lo spettro degli assoli e di interagire con i vari musicisti. Va aggiunta anche la considerazione di un quartetto di musicisti che collaborano tra di loro in diversi progetti e che portano nel concerto una solida conoscenza reciproca.
Renato Borghetti è un musicista brasiliano e proviene dal Rio Grande do Sul, una regione al confine con l'Argentina. E che la musica di Borghetti sia una musica di confine lo si comprende dai tanti particolari che rimandano ad entrambi i grandi paesi sudamericani. L'abito di scena e il titolo di uno dei suoi lavori, rimandano ai gauchos, la fisarmonica utilizzata è uno strumento diatonico, dal suono vicino al bandoneon, il ritmo non abbraccia la samba e la bossanova, ma fonde choro e milonga, musica folk brasiliana e i suoni delle montagne andine non troppo lontane da Porto Alegre. Borghetti unisce danza, musica popolare e improvvisazione, il suo linguaggio si nutre di tecnica, virtuosismo e divertimento e rende il concerto una travolgente miscela di passione sonora. Una grande esibizione di insieme: quattro musicisti di alto livello, capaci di integrare suoni e personalità sul canovaccio delle diverse anime espressive affrontate nel corso del concerto.