Suoni Mediterranei 2007 - Largo Cherubini, Atri - 4/5 Agosto 2007
Suoni Mediterranei scopre alla decima edizione un teatro naturale e di grande impatto visivo. Largo Cherubini è la corte di uno dei palazzi nobiliari di Atri, raggiungibile da un piccolo vicolo solitamente chiuso al passaggio: una sorpresa anche per molti degli abitanti del paese. Uno scenario illuminato in modo sobrio ed efficace, il rosso delle luci a riscaldare il cotto dei mattoni a vista, la torre merlata e i busti di famiglia a fare da sfondo al palco.
Soluzione efficace e affascinante per uno dei problemi storici del festival. Le precedenti edizioni si erano svolte nella Piazza della Cattedrale di Atri. Una piazza bella e dalla linea elegante, ma troppo grande e dispersiva per poter assistere a un concerto di jazz. Largo Cherubini diventa uno spazio intimo per un pubblico attento, colorato dalle luci e dai movimenti dei musicisti.
Il festival atriano, creato dieci anni fa da Giovanni Finizii e proseguito, alla sua scomparsa, dalla sorella Emiliana, porta, da sempre, alla ribalta musicisti di talento e progetti interessanti provenienti dalla scena jazz abruzzese, da sempre prolifica di talenti e di progetti interessanti.
Sabato 4 agosto, sul palco di Suoni Mediterranei si sono esibiti i Ciccon'dela. Al trio formato da Carmine Ianieri, ai sassofoni, Giacomo Salario, al pianoforte e alle tastiere, e Morgan Fascioli alla batteria e alle percussioni, si è aggiunto il contrabbasso di Roberto Salario. La formazione, rimasta ferma per qualche tempo, propone un percorso che mescola con gusto e accortezza elementi della fusion degli anni ottanta e spunti etnici: attraverso un repertorio di brani originali, la formazione riesce con naturalezza a disporre le diverse influenze musicali e le numerose possibilità sonore delle tastiere e delle percussioni.
Potrà sembrare paradossale, ma la musica di Ciccon'dela, in un certo senso, si è avvantaggiata della pausa di riflessione e delle esperienze diverse intraprese dai musicisti in questo periodo. Il gruppo propone una musica speziata, piena di riflessi provenienti da mille direzioni: il contatto con altri contesti musicali ha portato nuove inflessioni nello stile dei tre titolari. La predisposizione del contrabbassista a seguire gli stimoli degli altri musicisti, oltre all'evidente affiatamento tra i fratelli Salario, aggiunge rotondità e presenza al suono, rende più ampio lo spettro delle dinamiche del gruppo.
La chiusura del festival è stata affidata, domenica 5 agosto, al quartetto di Gianluca Caporale che ha presentato il cd Un lungo viaggio. Una formazione vigorosa: il sassofonista si avvale di una ritmica affiatata, composta da Gabriele Pesaresi e Roberto Desiderio, e del pianoforte di Claudio Filippini. Energia e slancio in una visione basata sulla tradizione dell'hard-bop e sulle capacità tecniche dei quattro musicisti: i brani, sia gli originali composti da Caporale che gli standard, rilanciati sempre da assolo di grande intensità.
Il quartetto predilige senz'altro i territori più energici nei quali scatenarsi, a suon di note, ma dimostra di sapersi muovere anche sul registro delle ballad con una splendida versione di Soul Eyes, arricchita da uno splendido assolo di pianoforte proposto da Claudio Filippini.
La cifra caratteristica di Gianluca Caporale è nell'approccio vigoroso e sferzante del sassofono: la direzione dei brani e la scelta dei componenti del quartetto asseconda lo stile del leader, "un torrente di note ed emozioni", come recitava già, nel 2004, la scheda di presentazione al Premio Massimo Urbani. L'esibizione di Atri ha messo in mostra la maturità dei quattro musicisti nel legare le spinte più energiche alle sfumature e ai virtuosismi del proprio bagaglio espressivo.
Infine, ricordiamo che il festival è stato aperto, venerdì 3 agosto, dall'esibizione di Vocintransito, quintetto femminile gospel romano, composto da Sara Berni, Désirée Petrocchi, Simona Rizzi, Susanna Stivali e Fabiola Torresi, accompagnate dal pianoforte di Luciano Zanoni.