Galliano Tangaria Quartet - Mito Settembre Musica In Jazz - Teatro Ventaglio Smeraldo, Milano 07.09.2007
Richard Galliano: fisarmonica
Sebastien Surel: violino
Philippe Aerts: contrabbasso
Rafael Mejias: percussioni
All’interno di una delle più importanti di musica “classica” del nord Italia, “SettembreMusica” – fino all’anno scorso svoltosi da Torino, e a partire da quest’anno diventato MiTo SettembreMusica con un programma parallelo nel capoluogo lombardo – ha trovato spazio il più importante esponente della fisarmonica nel jazz, Richard Galliano, arrivato al teatro Smeraldo con il suo Tangaria Quartet.
I musicisti hanno presentato diversi brani che sono comparsi sul DVD “Live in Marciac 2006” e che ormai da più di un anno costituiscono i loro cavalli di battaglia: non si può evitare di farsi conquistare dalla sornionità ed eleganza di “Chat Pitre”, dall’allegria esplosiva di “Fou rire” o dai nostalgici ricordi di qualche luogo del mondo di “Barbara”. Naturalmente nel corso della serata non sono mancati brani marcatamente sudamericani, come “Escualo” di Piazzolla – come si sa, uno dei principali punti di riferimento delfisarmonicista francese – o “Luz Negra” di Nelson Cavaquinho.
Rispetto ai precedenti concerti tenuti dal Tangaria Quartet nell’ultimo anno, comunque, a Milano si è vista una interessante novità: il violino di Alexis Cardenas è stato sostituito da quello di Sebastien Surel – già membro con Galliano del settetto “Piazzolla Forever”, che si è dimostrato più che all’altezza della situazione: l’intensa drammaticità del suo strumento – per gli appassionati, un violino italiano del 1888 di Stefano Scarampella – ha rivestito di una patina quasi cameristica l’intero concerto, conducendo gli assoli con grande fantasia ma, soprattutto, con un suono e un timbro davvero stupendi. Non da meno, del resto, gli altri musicisti: dal contrabbasso penetrante e ritmicamente impeccabile di Aerts alle pirotecniche evoluzioni percussive del cajon di Rafael Mejias tutto ha contribuito ad infondere nel pubblico il profondo senso di coesione del gruppo e dell’intimità raggiunta dai musicisti.
E’ inutile, per chiudere, soffermarsi sulle ben note qualità di Galliano: ci limitiamo dunque a due considerazioni. Nel concerto dello scorso 7 settembre è parso particolarmente a suo agio, in ottima forma e in grado di far vivere, col suo strumento, davvero qualsiasi avventura. E’ rarissimo imbattersi in un Galliano fuori forma, ma quando riesce a dare il massimo raggiunge vette di intensità inarrivabili. Da ultimo: crediamo che il concerto del 7 settembre costituisca una tappa importante nel viaggio di “riabilitazione” della fisarmonica intrapreso dal musicista francese ormai vent’anni e più fa: si è infatti assistito ad una commistione eccezionalmente ben calibrata di jazz e tango – naturalmente – ma anche di sonorità tipiche della musica “accademica”, grazie anche al violino di Surel. Già Piazzola diceva della sua musica che è “10% tango e 90% musica contemporanea”; inutile sottolineare quanto il Tangaria Quartet si stia avvicinando a questo. Certe opere di Shostakovich non sono molto lontane: si ascolti l’espressionistico trio per pianoforte e archi op. 67 per averne un’idea.