James Taylor Quartet in the Cave - Suonincava - Apricena, Cave Pizzicoli - 20.10.2007
Foto: Fabio Ciminiera



La cava
Uno scenario unico e impressionante. Il palco di Suonincava è inserito nella pietra scavata della Cava Pizzicoli: la cava è aperta e funzionante e il festival si tiene durante le ferie estive della fabbrica... non si tratta di un recupero urbano, ma di una intuizione notevole, di una vera e propria debita appropriazione. La pietra viva, tagliata, le dimensioni gigantesche della roccia, la discesa verso il palco, le correnti di aria fresca e la sensazione di essere al di sotto del livello del suolo: tutto contribuisce, tutto rende lo scenario di Suonincava impressionante, affascinante, lunare, titanico. Le gru e i macchinari riposano nei loro spiazzi a testimoniare il lavoro che riprenderà presto, a testimoniare la fatica degli operai...

Il groove
Il groove e il ritmo sono uno dei pilastri, insieme al suono dell'organo del leader, della musica del James Taylor Quartet. James Taylor si alza dall'organo, alla fine del secondo brano e invita il pubblico ad alzarsi dalle sedie, a scendere sotto il palco e ballare... e, poco alla volta, il pubblico si riversa nel dance-floor. Due ore abbondanti, condotte, con assoluta dedizione, sul binario del ritmo: il motore pulsante della band è sempre spinto al massimo e rinforza la chitarra groovy, la voce di Yvonne Yanney e le sferzanti improvvisazioni dell'organo. Nell'economia del concerto, si mescolano le attese del pubblico e le necessità della musica: la forza del groove e del ritmo per far ballare le persone, alcuni capisaldi imprescindibili del repertorio, l'alone retrò che circonda il gruppo. Il meccanismo creato dalla band unisce, con gusto e perizia estrema, le aspettative del pubblico e dispone gli spazi per gli assolo e alle improvvisazioni dei musicisti... la cosa più coinvolgente è vedere come tutto avvenga in modo naturale, coerente, in una festa di musica e ritmo.

Il vintage
Il James Taylor Quartet ha, da sempre, dato vita ad un'operazione di vintage musicale. Vuoi per i suoni, a partire dall'organo Hammond e agli effetti delle chitarre, vuoi per i brani, dalle rivisitazioni delle colonne sonore di film e telefilm alle interpretazioni di canzoni celebri. Una sintesi unica e vincente unisce le improvvisazioni e il divertimento, la voglia di ballare e i suoni taglienti degli strumenti, le diverse influenze seguite da James Taylor. Una sintesi che resiste anche ai cambi di formazione e alle mode. Dalla esperienza e dalle scelte stilistiche operate del James Taylor Quartet, insieme ad altre formazioni inglesi, è nato un genere, l'acid jazz, con tanti proseliti e un grande impatto su pubblico e musicisti negli anni '90. Ora, sono rimasti solo i capiscuola e restano gli aspetti più solidi di una idea musicale a metà strada tra recupero del passato, possibilità innovative e divertimento: per il grande impatto emotivo di un concerto suonato dal vivo, con energia e vigore.

Il divertimento
La conclusione del concerto. La band prende i cd dalle scatole, si avvicina a bordo palco e li lancia al pubblico... non credo siano molti a fare una cosa simile. Ma, in generale, ogni momento dello spettacolo viene vissuto all'insegna del divertimento: dal ritmo e dagli assoli, al pubblico che canta il tema di Starsky & Hutch, che partecipa e risponde in coro alle sollecitazioni del gruppo e che balla e si diverte, agli sguardi ammirati di James Taylor alla cava che ripete, alla fine di ogni brano, "First time ever, James Taylor Quartet in a Cave"...

Fabio Ciminiera - Jazz Convention year 2007