Lee Konitz - Lee Konitz’s 80th Birtday Celebration - Teatro Manzoni, Milano, 15.10.2007
Foto: Roberta Guzzetti


Lee Konitz: sassofono contralto
Ohad Talmor: direzione, arrangiamenti, sassofono tenore, clarinetto basso

The Spring String Quartet
The Lee Konitz New Nonet
Orquestra Jazz de Matosinhos

Lee Konitz celebra ottant’anni con un tour che è arrivato a toccare anche il Teatro Manzoni di Milano. A soli due giorni dal suo compleanno, festeggiato sabato 13 ottobre, il sassofonista chicagoano ha riproposto nel capoluogo lombardo la stessa formula con cui ha festeggiato, qualche settimana prima, a New York: sempre in compagnia del fidatissimo arrangiatore e sassofonista tenore Ohad Talmo,r Konitz è stato affiancato all’inizio della serata dal “The Spring String Quartet”, un coraggioso quartetto d’archi. Guidati dagli arrangiamenti e dalla direzione dello stesso Talmor i due violini, la viola e il violoncello hanno riletto con soluzioni timbriche innovative e intelligenti – per quanto non sempre azzeccatissime, e a volte un po’ “artificiose” – brani che hanno fatto la storia del jazz, come “Body and Soul”, in cui è emersa la straordinaria capacità di Konitz di dialogare con un ensemble così particolare, e “Struttin’ with some barbecue”, una sorta di omaggio agli “Hot Seven” di Louis Armstrong”, che ha messo in luce la straordinaria bravura di Talmor nel dosare le timbriche e nell’usare le potenzialità di strumenti tradizionalmente poco jazzistici per rivestire con una patina personalissima arrangiamenti relativamente più tradizionali. E’ stata poi la volta del “New Nonet”, quest’anno davvero in forma smagliante: il solismo di tutti i musicisti è assolutamente ineccepibile, anche grazie al sostegno dato dalla straordinaria inventiva del batterismo di Dan Weiss. Naturalmente anche lo stesso Konitz non è stato da meno rispetto ai suoi compagni di viaggio, aprendosi a lunghe improvvisazioni – su brani spesso in struttura di suite – dalle caratteristiche melodiche e armoniche impagabili. Sintomatica in questo senso “Spring”, in cui il sassofono contralto si è aperto a un assolo ineguagliabile sul modello di alcune voci di jazzisti bianchi degli anni ’20 e ’30.
La struttura per suites è stata poi riproposta anche con l’ultimo organico della serata, la portoghese “Orquestra de Jazz de Matosinhos”, una massiccia big band comprendente quattro trombe e altrettanti tromboni, cinque sassofoni, contrabbasso, chitarra, pianoforte e la batteria di Dan Weiss. Proprio forse grazie alla potenza di suono sprigionata da un organico del genere Talmor è riuscito a ottenere una gamma impressionante di timbriche estremamente variegate tra loro, in grado di offrire un solido contrappunto agli assoli di Konitz e degli altri solisti.
Insomma il “triplice” concerto di Lee Konitz ha confermato che l’ “80-years-young” – come ama definirsi – è più attivo e in forma che mai, ancora pronto a stupire il pubblico non solo per la bellezza dei suoi assoli e della sua voce strumentale, ma anche per l’instancabile ricerca di nuove sonorità e di nuovi fronti di sperimentazione, imprese per le quali si avvale della partnership di musicisti selezionatissimi e sempre all’altezza della situazione.

Diego D'Angelo - Jazz Convention year 2007