Absolute Zawinul - Tributo A Joe Zawinul - Milano, Teatro Manzoni, 26.09.2007
Foto: Roberta Guzzetti


Zawinul Syndicate:
Sabine Kabongo: voce
Aziz Samahoui: voce e percussioni
Alegre Correa: chitarra e voce
Jorge Bezerra: percussioni

Absolute Ensemble:
Kristjan Jarvi: direttore

Joe Zawinul avrebbe dovuto inaugurare, quest’anno, la stagione musicale del teatro Manzoni: la rassegna “Aperitivo in concerto”. Come tutti sanno, però, Zawinul è venuto a mancare nella notte tra l’11 e il 12 settembre scorsi, in un ospedale austriaco. La decisione unanime del suo gruppo, i Syndicate, e dell’Absolute Ensemble di Kristjan Jarvi, è stata di far sentire il più possibile la sua mancanza: così tanto che sul palco sono state posizionate le tastiere dello scomparso musicista, senza che nessuno le suonasse, proprio a ricordare che lui sarebbe dovuto essere lì. Il concerto è stato l’incontro, appunto, tra i musicisti che da molti anni ormai lo hanno accompagnato sui palchi di tutto il mondo – Sabine Kabongo, Aziz Samahoui, Alegre Correa e Jorge Bezerra – affiancati ad una delle orchestre da camera più interessanti e multiformi del panorama mondiale: l’Absolute Ensemble diretto da Jarvi, che da molti anni spazia tra i più disparati generi musicali. Purtroppo – spiace dirlo – l’orchestra non era in splendida forma: il suono, nel complesso, è apparso un po’ stentato, quasi totalmente a secco di quel groove e di quell’intesa perfetta tra i musicisti che l’hanno portata – giustamente, s’intende – nell’Olimpo della musica internazionale. Forse complice anche un’acustica non delle migliori, e alcune scelte di amplificazione quantomeno discutibili, il suono generale dell’Ensemble è stato decisamente sommesso, sottotono e decisamente poco coinvolgente: tutto il contrario di quando, ad esempio, alcuni anni fa, sempre per “Aperitivo in Concerto”, aveva eseguito alcune musiche di Frank Zappa, brillando per originalità e sprizzando energia da tutti i pori. C’è da dire anche – e spiace – che la colpa non era tutta dell’acustica, poiché anche alcuni arrangiamenti non sono stati eccellenti: la bellissima The Harvest – tratta dal disco Dialects – è infatti stata trasformata in un brano decisamente spigoloso e con uno slancio praticamente inesistente. Dispiace dirlo, insomma, ma dal punto di visto dell’Absolute il concerto al Manzoni non è stato dei più rosei della loro carriera. Di tutt’altro spessore, invece, la musica dei Syndicate: sempre energica e profondamente multietnica come in tutti i loro concerti, i quattro musicisti – non senza commozione, a tratti – hanno incantato e convinto tutti, con slancio e vitalità, passando con grande eleganza da brani più sommessi a veri e propri cicloni di ritmi e vocalità multiformi.

Diego D'Angelo - Jazz Convention year 2007