Is What?! Archie Shepp & Oliver Lake - The Life We Chose - Teatro Manzoni, Milano, 19.11.2007
Foto: Roberta Guzzetti


Napoleon Maddox: human beat-box, voce
Archie Shepp: sassofono soprano e tenore, voce
Oliver Lake: sassofono contralto, voce
Cochema Gastelum: sassofono tenore
Joe Fonda: contrabbasso
Hamid Drake: batteria

Il jazz torna a parlare il linguaggio degli afroamericani. Almeno dagli anni ’70, si è accusato il jazz di intellettualismo, di non essere più capace di comunicare con la gente, di essersi chiuso in sé stesso, alla ricerca di un pubblico sempre più colto e sempre più elitario. “Iswhat?!” sembra tentare di rovesciare radicalmente questa tendenza – o, quantomeno, questa accusa – accogliendo quella contaminazione con l’hip-hop che ormai sta sempre di più diventando un must per i musicisti d’oltreoceano. Solo che, questa volta, le cose vanno all’incontrario. In questo caso, infatti, non si tratta di musicisti jazz che per “svecchiarsi” si rivolgono alle nuove espressioni della cultura nero-americana urbana, ma proprio l’opposto. Napoleon Maddox da sempre si fa promotore di un hip-hop acustico, spesso chiedendo la collaborazione di grandi interpreti del jazz, e l’intellettualità profonda, anche poetica e teatrale oltre che musicale, di Archie Shepp ne è la compagnia perfetta. Quella di “Iswaht?!” è una musica da ascoltare, da ballare, da leggere. Ed è proprio ciò che è successo al teatro Manzoni: Maddox e soci hanno proposto un hip-hop profondamente politicizzato e polemico, ma avvalendosi di una musica improvvisata, un jazz di alta qualità costruito da campioni dei propri strumenti: inutile dilungarsi sulla ben nota fama di personaggi come Archie Shepp o Oliver Lake, le cui voci del resto come ben si sa si trovano perfettamente a proprio agio in contesti di sperimentazione totale. L’operazione di Maddox sembra un riepilogo di tutta la musica afroamericana, in un turbinio di ritmi travolgenti tenuti in piedi dal vigoroso batterismo di Drake e dalla human beat box.. La straordinaria poliedricità dei musicisti plasma un discorso musicale tanto complesso nei presupposti teorici quanto immediatamente coinvolgente all’ascolto, portando così “Iswhat?!” ad essere probabilmente la miglior produzione musicale esistente che documenti questo tentato “ritorno alle origini” del jazz passando per l’hip-hop, con risultati di altissimo spessore musicale. Dice bene lo stesso Maddox: “Quando ho sentito la musica di Archie, o quella del World Saxophone Quartet, il mio hip-hop è diventato più profondo e più ricco”. Nella riscoperta del passato, musicale ma anche politico, della comunità afroamericana, legato soprattutto al jazz, l’hip-hop assurge, da espressione artistica limitata al proprio tempo, a una forma musicale conscia del proprio passato e, in qualche modo, postmoderna, raggiungendo dunque la propria maturità.

Diego D'Angelo - Jazz Convention year 2007