Carla Bley - “The Lost Chords” Meets Paolo Fresu - Auditorium di Radio Due, Lugano, 19.10.2007
Carla Bley: pianoforte
Andy Sheppard: sassofoni
Paolo Fresu: tromba, flicorno
Steve Swallow: basso
Billy Drummond: batteria
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Un concerto scoppiettante ha inaugurato la stagione 2007/2008 dei concerti all’auditorium della RTSI, la radio-televisione della svizzera italiana: Carla Bley e il suo gruppo “The Lost Chords” – dal titolo dell’omonimo cd uscito nel 2004 per ECM – hanno incontrato il trombettista sardo Paolo Fresu. “Ho cominciato a sentire il suono di una tromba, mentre scrivevo nuovo materiale per il gruppo” ha detto la Bley: e così è incominciata la collaborazione con Fresu.
Il suo apporto è stato perfetto: una coesione impressionante tra tutti i musicisti ha permesso agli incroci della tromba coi sassofoni di Sheppard di emergere sopra un tessuto raffinatissimo steso dagli accordi leggeri ed eterei della Bley e dal procedere poderoso e precisissimo di Swallow. Nei soli di tutti i musicisti si avverte un tentativo di sublimazione assoluta della parte melodica: Swallow, la Bley e lo stesso Fresu hanno costruito i propri interventi solistici con grande parsimonia di note ma con un gusto eccellente, edificando brevi frammenti melodici impressionistici dal grandissimo impatto emotivo. Determinante l’apporto anche di Drummond: ha praticamente eliminato la cassa della batteria, ed è riuscito a sostenere con precisione e groove i brani più spinti in avanti, così come a sottolineare con pochi colpi sui piatti passaggi melodici rarefatti e elegantissimi. Particolarmente intriganti in questa direzione alcuni brani in cui, a un fraseggio radicalmente hardboppistico del basso di Swallow si sovrapponeva l’andatura bluesy del voicing della Bley e le scorribande quasi free dei sassofoni di Sheppard.
Ancora oggi la Bley non ha perduto i tratti caratteristici che hanno contraddistinto il suo modo di comporre almeno dagli anni ’70: una sorta di miscela esplosiva tra componenti diversissime (impossibile non trovare blues, gospel e funky, oltre a una buona dose di bop dalle mille sfaccettature) che si amalgamano in modo straordinario, andando a confezionare una musica propriamente a cavallo tra la contemporaneità e il passato: un futuro più che ben radicato nella tradizione, insomma.