Jan Garbarek Group - Garbarek Conquista la Svizzera - Cinema Teatro, Chiasso (CH), 1.12.2007
Jan Garbarek: sax soprano e tenore
Rainer Bruninghaus: pianoforte e tastiere
Yuri Daniel: basso elettrico
Manu Katché: batteria
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I sassofoni liquidi ed evocativi di Jan Garbarek tornano a stupire il pubblico ancora una volta. Dopo le non eccellenti recensioni che hanno seguito ai concerti italiani di Garbarek quest’estate, il sassofonista norvegese si è completamente riscattato, offrendo ai fortunati presenti al Cinema Teatro di Chiasso lo scorso primo dicembre un concerto di altissimo livello. Il quartetto infatti ha regalato a un pubblico più che soddisfatto oltre due ore di musica, compresi bis richiesti a gran voce, in cui le inconfondibili sonorità del fiatista scandinavo e dei suoi egregi compagni di viaggio si sono fatte davvero sentire.
Innanzitutto, anche se è forse scontato, bisogna tessere le lodi dell’instancabile sezione ritmica composta da Daniel e Katché, dove soprattutto quest’ultimo ha portato sonorità quasi drum’n’bass che potevano sfociare nel jazz più puro come nel valzer viennese. Assieme al suono limpidissimo del fretless di Daniel questo ha contributo grandemente alla riuscita del concerto. Il poderoso drumming di Katché, che non ha smentito la sua fama, è stato una colonna portante dell’intero gruppo, precipitandosi in assoli intensi e calibrati, per quanto estremamente energici. Anche Rainer Bruninghaus ha stupito: per quanto il suo stile risulti talvolta un po’ privo di personalità, l’evoluzione subita in diversi anni di collaborazione con Garbarek ha dato i suoi frutti. Durante il concerto il sintetizzatore di Bruninghaus ha infatti fatto quasi da “tramite” tra le sonorità languide dei sassofoni e l’incisività della sezione ritmica, sempre con grande eleganza, prendendosi inoltre lo spazio per un assolo al pianoforte di grande qualità.
Nei brani di più recente concezione, inoltre, si è potuto respirare un sapore quasi latino, lontano dalle sonorità a cui il gruppo ci aveva abituati ma tutt’altro che stridenti, e che anzi sono il risultato di una profonda maturazione musicale che ha portato, probabilmente, alla necessità di ulteriori contaminazioni.
Insomma, Garbarek e compagnia davvero in stupenda forma, per un concerto elegante ed energico che è riuscito ad accontentare tutto il (piuttosto esigente, vista la presenza di alcune “autorità del jazz” in platea) pubblico.