C’è musica leggera in jazz a Salerno
C’è voglia di musica leggera e di canzoni in città e per conquistare questa ampia fetta di pubblico Claudio Tortora e Marcello Ferrante hanno spalancato le porte del teatro delle Arti ad un gruppo di appassionati musicisti che dopo aver trascorso l’intera gioventù a “far gavetta” tra piazze e piazzette, locali e pubs, con contorno di processioni e matrimoni, in giro per l’Italia, hanno pensato di metter su una band di stampo classico, cinque sax, quattro tromboni, quattro trombe, ritmica e pianoforte, affidandosi nelle mani del pianista, compositore e arrangiatore Pino Iodice. Nell’ambito di una serata, presentata da Gaetano Stella, abbiamo assistito al debutto, avvenuto alla presenza degli Assessori Gianfranco Valiante ed Ermanno Guerra, che ha avuto il suo prologo nell’annuncio del presidente del Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” Franco Massimo Lanocita che l’accorsato triennio sperimentale di Jazz della nostra massima istituzione musicale, andrà in trasferta a far lezione proprio al teatro delle Arti, in alcune aule restaurate a spese del conservatorio con un fitto minimo di 600 euro al mese, in modo da aver a disposizione anche le famose e agognate tavole del palcoscenico per organizzare saggi, stages, ma assolutamente da non confondere con una scuola biennale di jazz aperta a tutti come è stato offerto in pasto equivocamente alla stampa locale, forse per tentare di lanciare il teatro quale “residenza multidisciplinare”, per accedere ai relativi contributi.
L’orchestra ha offerto un piccolo florilegio di canzoni, da “Ma dove vanno a finire i palloncini?” a “Domenica è sempre domenica”, da “Arrivederci” di Umberto Bindi ad “In cerca di te”, per poi passare ad un omaggio ad Armando Trovajoli e al suo Rugantino con “Roma nun fa la stupida stasera e “Ciumachella de Trastevere”, fino ad “Arriverdeci Roma” di Garinei, Giovannini e Rascel, “Un bacio a Mezzanotte” e “Senza fine”, prima del finale con “Tu’ vuò fa’ l’Americano”. Pino Iodice, arrangiatore e pianista della Parco della Musica Jazz Orchestra, formazione che annovera il fior fiore dei jazzmen romani e nazionali, ha proposto degli arrangiamenti di non facile esecuzione e comunicativa, ad elementi che hanno da percorrere molta strada, tecnicamente ed espressivamente, ben oltre la ventina di prove dirette da uno dei docenti di tromba del conservatorio, Vincenzo Stellato, prima di donare alle pagine di Iodice la giusta luce. In sala sono stati citati nomi altissimi dell’universo musicale “extra-colto” Gorni Kramer e Gianni Ferrio, ai quali noi desideriamo aggiungere Luciano Fineschi, maestri per i quali la Musica era la perfezione delle cose semplici. Prova d’appello il 26 dicembre con uno spettacolo dedicato allo swing italiano del secondo dopoguerra con “Ce l’hai la radio?....”.