Irio De Paula & Fabrizio Bosso Once I Loved Auditorium Paccagnini, Castano Primo, 14.02.2008
Foto: Roberta Guzzetti


Fabrizio Bosso: tromba
Irio De Paula: chitarra

Un inizio in grande stile per l'edizione 2008 di “Castano Jazz”, una piccola rassegna che comunque è già diventata, da tre anni a questa parte, uno dei punti di ritrovo per gli appassionati di jazz di tutta la provincia di Varese: il concerto di Irio de Paula e Fabrizio Bosso intitolato, sintomaticamente, “Once I Loved” ha conquistato il pubblico.
Irio de Paula e Fabrizio Bosso – quest'ultimo già presente nella scorsa edizione della rassegna, seppur con una differente formazione – hanno tenuto per un'ora e mezza abbondante il pubblico immerso in un'atmosfera d'altri tempi. La scelta di eseguire prevalentemente noti standard – da “Billie's Bouce” alle più famose ballad – non ha penalizzato in alcun modo la serata e, anzi, il fatto che il pubblico conoscesse i temi ha facilitato l'apprezzamento della particolarità della formazione. Non è infatti molto comune affiancare a una tromba una chitarra, ma questa scelta ha premiato Bosso e De Paula: le possibilità espressive tipiche del duo composto da uno strumento armonico e da uno melodico hanno permesso a entrambi di esprimersi appieno sui loro strumenti, anche grazie alla presenza di lunghi assolo in solitario. In particolare lunghi momenti da solista hanno ancora una volta decantato le straordinarie abilità di Fabrizio Bosso, a suo agio davvero in stili musicali di tutti i tipi – sfolgorante l'assolo in perfetto stile Gillespie su “Billie's Bounce” – ma al contempo alla ricerca di un linguaggio musicale del tutto personale, fatto di una tecnica brillante, di una grande ironia e, soprattutto, di quella abilità tipica di Bosso di riuscire a far dire cosa inaspettate a brani che si pensava ormai avessero detto tutto. Qualche errore, invece, per la chitarra di De Paula, probabilmente non molto in serata: azzeccatissimi comunque gli assoli e gli accompagnamenti, solo qualche nota scivolata di troppo. L'intesa tra i due e l'intelligenza musicale del chitarrista hanno comunque fatto ben presto dimenticare queste imperfezioni.
Il duo, ben rodato da anni di attività – il progetto è nato in sala d'incisione, ma sono ormai tre anni che ha raggiunto la dimensione live – ha dunque costruito un concerto godibilissimo, di buon impatto e di grande suggestione proprio per la particolarità dell'organico e per la capacità di entrambi di organizzare un discorso musicale coerente e coeso.

Diego D'Angelo - Jazz Convention year 2008