La giovane Europa del jazz si riunisce a Dublino - 12 Points! Jazz Festival seconda edizione.
Foto: Ray Lohan


Giunto quest’anno alla seconda edizione, il 12 Points! Jazz Festival richiama nella capitale irlandese musicisti da ogni angolo del vecchio continente. Dodici sono i paesi coinvolti, dodici punti da unire con un solo tratto: Italia, Germania, Lussemburgo, Lituania, Estonia, Finlandia, Svizzera, Irlanda, Danimarca, Austria, Gran Bretagna e Norvegia. Dal 05 al 08 marzo Dublino celebra la straordinaria vitalità della giovane scena jazz europea, nell’intento anche di stuzzicare l’attenzione di coloro che erroneamente considerano il jazz come prodotto prettamente d’oltreoceano.
"Siamo qui stasera per celebrare la nuova generazione del jazz europeo. Una festa dove giovani musicisti da dodici paesi diversi si incontrano per quattro fantastiche serate" Così ha esordito ieri sera Gerry Godley, direttore artistico del festival, a pochi minuti all’inizio della prima performance. Il primo a salire sul palco del 12 Points! di quest’anno è stato il nostro Giovanni Guidi con il suo quartetto composto dal talentuoso sassofonista americano Dan Kinzelman, dal bassista Stefano Senni e dal batterista portoghese Joao Lobo.
Al 12 Points! festival ogni band ha a disposizione un’ora per lasciare la propria impronta e deliziare con il meglio della propria produzione il pubblico del Project Centre di Dublino. Guidi ha l’onore di aprire le danze e lo fa in maniera straordinaria. Il ventitreenne folignate non si risparmia di certo e, supportato egregiamente dai suoi fedeli compagni di palco, fin da subito emoziona e infiamma il pubblico in sala con brani tratti dal suo ultimo lavoro Indian Summer e una vigorosa rivisitazione di Peace Warriors di Ornette Coleman.
Shreepunk è il nome del quartetto tedesco capitanato dall’eclettico trombettista Mathias Schriefl. "I nostri brani sono anche un po’ irlandesi in verità," scherza Schriefl. "Nella nostra città, Colonia, ogni due case c’è un pub irlandese, ecco il perché". Descritto in patria come uno dei piú straordinari giovani della scena jazz tedesca, Schriefl propone un jazz carico di tinte rock e funk e interagisce con i suoi colleghi in maniera intelligente e spesso esilarante, fino a far addirittura scoppiare in grasse risate i presenti in sala.
A chiudere la prima delle quattro giornate della rassegna è il quartetto del vibrafonista lussemburghese Pascal Schumacher. La formazione musicale di Schumacher si muove tra lo studio delle percussioni, la musica classica e poi la scelta del vibrafono con propria vocazione. "Suonare musica classica da percussionista significa aver a che fare con tantissima letteratura contemporanea," dice Schumacher. "Quello era il mio mondo all’inizio. Successivamente mi sono sempre piú avvicinato al jazz, finché ho dovuto fare una scelta ben precisa: jazz o classica. Ovviamente ho scelto la prima strada e tra diventare un batterista o un vibrafonista, beh ho preferito la seconda." Il tocco di Schumacher è limpido, il suo stile brillante e trae spesso spunto da quel passato classico che lo ha forgiato. Christophe Devisscher al basso, Florian Weber al piano e Jens Düppe alla batteria assecondano la vena creativa dell’illustre collega, andando a esaltare e completare una performance che non può far altro che conquistare il pubblico.
Il sito del festival è: www.12points.ie.

Michelangelo Felicetti - Jazz Convention year 2008