Live Jazz in Maremma - “2steps2” Jazzclub, Bar Rossi Orbetello - 23 marzo 2008
Foto: Fabio Ciminiera


Bearzatti – Pareti – Gatto trio

Francesco Bearzatti: sax tenore, clarinetto
Raffaello Pareti: contrabbasso
Roberto Gatto: batteria

Può succedere, in un grigio weekend pasquale in Maremma, di scoprire inaspettatamente una nuova realtà musicale ed assistere ad un ottimo concerto jazz. Succede tutto ad Orbetello dove, per pura passione e tra non poche difficoltà, i nuovi giovani gestori di uno dei bar storici della cittadina lagunare, il Bar Rossi, hanno trasformato una sala tradizionalmente dedicata a biliardi e videogiochi in un jazz club dove settimanalmente e con grande successo di pubblico si esibiscono varie formazioni. Ma forse dire jazz club non è corretto, in realtà si tratta di una vera sala d’ascolto perché non ci sono tavolini ma una sessantina di sedie ben allineate davanti ad un piccolo palco. Questo significa che l’ambientazione non è quella del classico club dove la musica spesso fa solo da sottofondo al tintinnio dei bicchieri e alle chiacchere, qui si ascolta in religioso silenzio salvo lasciarsi andare ad ovazioni quasi da stadio per sottolineare le performance dei musicisti che sono lì a due passi. Se poi si è fortunati e sul palco c’è anche un trio inedito di ottimo valore, perché non parlare di questa simpatica e coraggiosa iniziativa? Bearzatti – Pareti – Gatto mica male, tre musicisti molto diversi tra loro, proprio per questo l’incontro tra queste personalità musicali è interessante e stimolante. La prima parte è dedicata principalmente a brani scritti da Raffaello Pareti, alcuni inediti altri che fanno parte dei due ultimi lavori del contrabbassista per Egea “Maremma” e “Il Circo”. La scrittura di Pareti è nota, come sempre elegante, descrittiva, con al centro un nucleo forte rappresentato da tracce melodiche che ne rappresentano l’aspetto emozionale e comunicativo. Spartiti però molto aperti che permettono ai compagni di viaggio sia di interagire, dialogare come di liberare spazi improvvisati. Su questo fronte le ance di Bearzatti oggi non sono seconde a nessuno. Il sassofonista legge la musica con grande personalità interpretativa, scompone la melodia, la centrifuga, la prosciuga, la ripropone in un linguaggio a volte estremo condito con un pizzico di autoironia che non guasta mai. Il tono rauco, la forza negli attacchi, i netti dislivelli delle altezze, ma a anche i morbidi vibrati nei tempi medio lenti ricordano la lezione di Archie Shepp, come in certi spezzettamenti e tempi danzanti si possono ritrovare riferimenti ad Ornette Coleman. Ma Bearzatti non è certo condizionato dalle avanguardie storiche, dimostra di conoscerle e contemporaneamente di allontanarsene nella continua ricerca di un proprio linguaggio. Da par suo Roberto Gatto, tra i batteristi italiani più noti a livello internazionale, offre un drumming che trova in una ricca, minuziosa costruzione ritmica, nel controllo di dinamiche e colori il suo punto di forza, come nei soli esprime un concetto orchestrale della batteria nel quale rileggere la melodia. Con queste premesse e sotto la regia sapiente di un contrabbasso solido e ricco di sfumature come quello di Pareti la serata al Bar Rossi di Orbetello non poteva essere che piacevole e convincente, come lo è altrettanto questa nuova proposta musicale alla quale auguriamo lunga vita e successi.

Paolo Carradori - Jazz Convention year 2008