El Porcino Organic @ Moody Jazz Café - Moody Jazz Café - Foggia, 17.3.2008.
Helga Plankensteiner: sax baritono, voce
Mauro Ottolini: trombone
Michael Loesch: organo Hammond
Paolo Mappa: batteria
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"Cominciamo con un brano serio... dedicato a un musicista che ci ha lasciato solo qualche mese fa..." Dopo la dedica a Joe Zawinul, con un brano elegiaco, una sorta di preghiera, un'invocazione sempre ripetuta e rilanciata dai solisti, durante il tema e le improvvisazioni, costruita sull'accoppiamento di frasi dalla diversa lunghezza, il concerto procede con Carla for president... e la travolgente, euforica, trascinante verve della ritmica e degli inserti ritmici tolgono ogni dubbio che si tratti di Carla Bley e danno il via alla festa muiscale di El Porcino Organic.
Un progetto fatto di allegria, voglia di suonare, capacità di mettere insieme elementi e suoni particolari. Innanzitutto la formazione: la front line è composta da trombone e sax baritono ed è sostenuta da una energica sezione ritmica formata dall'organo Hammond e dalla batteria... il tutto viene condito dalla voce di Helga Plankensteiner, che canta buona parte del repertorio del gruppo, e dagli interventi tracimanti di Mauro Ottolini, ricchi di verve e fisicità.
Elementi estranei o insoliti, accostamenti arditi e intenzioni marcatamente filologiche e, proprio per questo, ancor più stranianti e divertenti. Dal suono al repertorio, El Porcino Organic vive della sua poliedrica disposizione: si passa da canzoni morbide (Smile di Charlie Chaplin) e atmosfere declamate (Alabama song di Kurt Weill e Bertolt Brecht) a ritmi forsennati e derive psichedeliche. Tutto viene filtrato attraverso l'ironia e la presenza sul palco e trova posto, naturalmente, nello spirito del progetto: brano dopo brano, la comunicazione tra musicisti e pubblico diventa sempre più stretta, con gli spettatori sempre più coinvolti, divertiti e partecipi nel concerto.
La forza del gruppo rende assolutamente travolgenti i brani: si vede la progettualità, la forza di quattro musicisti che credono nella musica che propongono insieme. El Porcino Organic gode di una coralità democratica: sia nella conduzione musicale che nella partecipazione attiva dei quattro. Questo si riflette nelle improvvisazioni e negli obbligati, nell'atmosfera e nei temi, ma anche nelle gag di Mauro Ottolini - assecondate e suscitate dagli altri -nell'atteggiamento cordiale con cui il gruppo conduce il concerto e mette a suo agio il pubblico, lo attira al centro della propria estetica.
L'inserimento di elementi di varia provenienza porta a considerare il rapporto della formazione con le tradizioni. El Porcino Organic si avvicina e si appropria di materiali e stili per smarcarsene in modo repentino: nelle frasi e nei suoni entrano e si combinano elementi di varia provenienza per un risultato assolutamente sorprendente. Helga Plankensteiner, Mauro Ottolini, Michael Lösch e Paolo Mappa realizzano, attraverso questo modus operandi, un progetto fortemente europeo e sicuramente compatto, coerente nel suo complesso e nella sua prospettiva finale. Torniamo all'inizio del concerto, ad esempio, con la dedica a Zawinul: lo sviluppo del brano, una preghiera con la ripetizione ostinata del tema, nel mondo sonoro del Porcino diventa il modo per guardare al blues e alle bande di paese e la sintesi operata dai quattro coinvolge sempre e costantemente tutti i fattori che vengono tirati in ballo. Lo stesso accade nell'utilizzare brani come Alabama Song o Smile: si sentono il gusto teatrale mitteleuropeo e le atmosfere del cinema hollywoodiano, unite in un incastro inscindibile. La dimensione europea del progetto è proprio nel considerare la tradizione del jazz americano come una delle possibili provenienze e le soluzioni offerte da quella come soluzioni possibili ma non certamente le uniche. Allo stesso modo, vengono considerati e trattati gli altri elementi, il rock e le canzoni, le derive acide e incalzanti sulle quali si innestano i duetti tra Lösch e Mappa.
La performance del Porcino è divertente, ma anche solida ed elegante: un concerto tutto da vivere e partecipare.