TARAB: Francesco Turrisi live 21.04.08.
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Estasi musicale, momento di magia, sentimento di gioia e tristezza. Tutto questo racchiude la parola araba Tarab. L’anima della musica orientale che si trasmette in modo spontaneo e quasi trascendentale. Chi ascolta viene meravigliosamente trasportato in una dimensione suprema e profondamente emozionale.
Un grande lampadario di cristallo domina la National Concert Hall di Dublino. Il pubblico in platea attende con impazienza Francesco Turrisi e il suo quintetto, composto stasera dal giovane percussionista iraniano Bijan Chemirani, dall’affermato bassista irlandese Ronan Guilfoyle, dal maestro tedesco di oud Roman Bunka e dal celebre clarinettista italiano Gabriele Mirabassi. La sala si va riempiendo in ogni ordine di posti e le luci cominciano ad abbassarsi.
Dolci melodie di antiche ballate di chiara origine mediterranea si alternano a voluttuose armonie provenienti dal magico oriente e dalla tradizione kletzmer. Questo è il progetto Tarab. In brani come Leave me alone o Attaccati li tricci il clarinetto di Mirabassi dipinge linee eclettiche e serpeggianti alle quali fanno eco i colpi di oud e il tocco a tratti vellutato e a tratti portentoso del pianoforte di Turrisi. Basso e percussioni dialogano divertiti in Oriente vesuviano, mentre Mirabassi trasporta il pubblico in sala in uno dei tanti, straordinari momenti di improvvisazione di questa serata. In Caravan Petrol emerge il virtuosismo di Turrisi al piano che con la voce accompagna il proprio incedere. Il finale è fatto di suoni del patrimonio kletzmer, affascinante e delicato come una bella fiaba prima di addormentarsi.
Francesco Turrisi nasce a Torino, ma ben presto si trasferisce in Olanda dove consegue una laurea e porta a termine un master in piano jazz al Royal Conservatory of The Hague (L’Aia). Negli anni universitari si appassiona alla musica barocca e perfeziona lo studio delle percussioni di origine medio-orientale e dell’Italia del sud. Dal 2006 anni vive, insegna e suona a Dublino. “L’Irlanda è sicuramente un paese interessante dal punto di vista musicale”, dice Turrisi. “Molti soldi vengono investiti nelle arti e la scena locale è in forte crescita. La città di Dublino è diventata una meta privilegiata per molti musicisti stranieri che poi decidono di trasferirsi come ho fatto anche io. Non ci sono in realtà tantissimi musicisti irlandesi che suonano jazz, però si riescono a organizzare facilmente eventi come il progetto Tarab, in cui hanno preso parte musicisti stranieri di grandissimo livello. In Italia sono certo che avrei incontrato molte più difficoltà nel mettere insieme una serata del genere.”
Diversi i progetti e gli appuntamenti di Francesco Turrisi per i prossimo futuro. Tra questi il progetto Yurodny, band multi-etnica composta da otto elementi, con cui il pianista torinese si esibirà all’Eigse Arts Festival di Carlow il prossimo giugno e allo Strassmusik Festival di Berna in agosto. Previsto per la fine di giugno a Dublino anche il lancio di un nuovo disco.