Andrea Pozza Trio - Garda Jazz Festival - Riva del Garda 2.7.2008
Andrea Pozza: pianoforte
Aldo Zunino: contrabbasso
Roberto Pistolesi: batteria
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Tante piccole lanterne sfavillano sui tavoli, mentre i camerieri in alta uniforme servono alcuni drinks. Sembra di sedere in un magnifico jazz club all’aperto. Una serata decisamente piacevole è quella che accoglie l’Andrea Pozza Trio e il numeroso pubblico accorso nella veranda dell’Hotel du Lac et du Parc di Riva del Garda, sulle rive settentrionali del Lago di Garda, per l’ottavo concerto del Garda Jazz Festival 2008.
Il trio di Andrea Pozza è attivo da qualche anno sulla scena jazz italiana. Il pianista genovese attualmente fa parte anche del quintetto di Enrico Rava, insieme a Roberto Gatto, Rosario Bonaccorso e Gianluca Petrella, del quartetto di Giovanni Basso e del quartetto di Dick de Graaf, oltre alle diverse collaborazioni nazionali e internazionali che lo hanno portato ad essere uno dei più originali e squisiti pianisti italiani.
A Riva il Trio ha portato un repertorio eterogeneo fatto di composizioni originali del pianista e di standards rivisitati dalla formazione. Si spazia tra Gershwin e Monk, con richiami da Sonny Rollins e una divertente versione della celebre It Don't Mean a Thing di Duke Ellington. Come in ogni trio jazz che si rispetti è il pianoforte a dettare le regole del gioco. Pozza corre veloce, pulito e chiaro, e i suoi fedeli compagni, Zunino al contrabbasso e Pistolesi alla batteria, lo supportano fedelmente con grande presenza. I brani originali risultano coinvolgenti e carichi di idee, non solo nel pianismo eccelso e raffinato del musicista genovese, ma anche nei solo di contrabbasso e batteria sempre ben dosati e calibrati. Nonostante un sistema di amplificazione audio piuttosto scadente, il pubblico in sala si diverte e apprezza con lunghi applausi e un bis richiesto a gran voce, la vena dei giovani musicisti sul palco.
L’edizione 2008 del Garda Jazz Festival è stata caratterizzata da una forte attenzione al giovane jazz italiano, con la precisa volontà di percorrere la strada dell’innovazione, tenendo presente la fortunata stagione che il jazz di casa nostra sta vivendo in Europa e nel mondo. Artisti giovani già noti come Gianluca Petrella o lo stesso Andrea Pozza, che nelle quindici serate del festival portano sul palco straordinari colleghi, che da promesse divengono a poco a poco bellissime realtà, come Mauro Ottolini, Giovanni Guidi, Zeno de Rossi o Francesco Bigoni, solo per citare alcuni nomi. Tutto questo permette al Garda Jazz Festival di non dover rimpiangere per nulla i grandi musicisti stranieri, lasciando spazio a un jazz italiano decisamente in ottima salute.