Gran Tour 2008
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Anche se la denominazione era già presente lo scorso anno, il Grand Tour Jazz Fest prende, con l'edizione 2008, una forma più sicuramente definita: gli aspetti turistici e le attività enogastronomiche hanno la stessa importanza degli appuntamenti musicali, la fisionomia generale del festival si smarca dalle altre rassegne italiane.
Il tutto è stato concepito con un doppio appuntamento giornaliero: alle dodici, la visita guidata, con partenza da Terni, alle cantine e agli agriturismo del circondario; la sera, il concerto, preceduto da degustazioni di vini e prodotti tipici.
L'abbinamento si rivela efficace, alla prova dei fatti. La qualità dei vini e l'atmosfera rilassata del pre-concerto, vero punto di incontro delle due linee del Grand Tour Jazz Fest, ne sono la dimostrazione concreta e rappresentano la linea di continuità con la storia del festival, da sempre punto di incontro di critici e musicisti, di spettatori e addetti ai lavori, di incontri possibili tra forme d'arte diverse.La musica.
In generale, il numero di concerti si è ridotto rispetto agli anni scorsi. Una scelta, come riferisce lo stesso Luciano Vanni, da intendere nell'intenzione di vivere meglio e con maggiore rilassatezza lo spirito del festival: dilatare gli eventi nel corso della giornata, dalla mattina alla tarda sera, dare spazio alle diverse sollecitazioni sensoriali, la musica unita, cioè, alla visita turistica e gastronomica. Una linea da sempre presente nell'apertura e nei concerti di chiusura del festival ternano: questa formula ne mette in evidenza l'importanza e la voglia di puntare alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse.
Si possono ricordare, infatti, l'apertura del 2003 con Uri Caine e Giorgio Gaslini tra le rovine di Carsulae, le diverse edizioni inaugurate alle Cascate delle Marmore, aperte e illuminate per l'occasione e, infine, le varie escursioni nei paesi di Sangemini, Narni e via dicendo. Quest'anno, il livello dei concerti e la loro disposizione temporale ha, di fatto, tolto la centralità alle tre serate dell'Anfiteatro Fausto a favore di una dimensione diffusa della rassegna.
Nei tre giorni ternani, non sono mancati, come d'abitudine, gli appuntamenti in città: i concerti dei gruppi proposti da Franco Caroni e dalla Fondazione Siena Jazz al pomeriggio e gli after-show sotto i portici di Corso Tacito con successive jam session.
I musicisti presenti al Grand Tour Jazz Fest 2008 sono stati: Ben Allison, la NYU Jazz Orchestra con George Garzone, il Combo Nuvo Sextet, il trio di Kenny Barron, il quartetto di Kenny Werner, il progetto Tinissima di Francesco Bearzatti e, a chiudere, Paolo Angeli a Montefalco. Il concerto di Bireli Lagrene, in programma ad Amelia, è stata sostituita dall'esibizione di alcuni musicisti della NYU Jazz Orchestra, per l'imprevista assenza del chitarrista francese.Modalizzare Harry Potter.
Il titolo di questa parte dell'articolo, dedicata al concerto di Kenny Werner, si chiarisce pensando al brano utilizzato dal pianista newyorchese come bis, vale a dire, la colonna sonora del film. Sulla melodia, conosciuta e immediata, si innesca il ragionamento sonoro ed espressivo del quartetto: una applicazione modale, con forti riferimenti alla lezione coltraniana; la dilatazione delle improvvisazioni, libere di spaziare ed esplorare tutte le varie possibilità; il vigore e l'energia del quartetto sempre in grado di combinare le diverse personalità.
Dalle composizioni originali di Kenny Werner e Antonio Sanchez, alla rilettura degli standard, per arrivare alla breve suite in piano solo dedicata da Werner alle melodie napoletane, il quartetto ha saputo integrare i diversi elementi messi in gioco: lirismo e vigore, la profonda conoscenza della tradizione come spunto per un linguaggio personale, la disposizione a lunghi assolo per dare corpo alla costruzione musicale della formazione attraverso un assestamento e un raffinamento continuo delle diverse dinamiche.
La linea espressiva del quartetto è venuta, così, formandosi nel corso dell'esibizione, come a cercare un punto di equilibrio sempre più stabile tra i quattro musicisti, il pubblico, l'ambiente circostante. Di brano in brano, la musica è stata sempre più intrigante e coinvolgente e i musicisti hanno suonato con sempre maggiore intensità.Tinissima Revisited.
Francesco Bearzatti racconta in musica, con Tinissima, la vicenda di Tina Modotti - il suo percorso di arista, di donna impegnata nelle rivoluzioni della prima parte del novecento, i suoi incontri e le sue riflessioni. Un cammino fatto di grandi speranze e segnato da altrettanto grandi delusioni, animato da pericoli e avventure. La musica composta da Francesco Bearzatti descrive tutta la parabola della Modotti in una suite completa e affascinante che si sposta dal Friuli agli Stati Uniti al Messico alla Russia: i temi seguono le suggestioni dei luoghi e le diverse attività e attitudini attraversate dalla coriacea eroina. Per i dettagli del lavoro, un vero e proprio concept album, rimandiamo alla recensione che stilerà Roberto De Virtis e all'articolo relativo all'edizione 2007 di Young Jazz, dove il quartetto si esibì immediatamente prima di registrare il disco.
A rendere particolare l'esibizione del quartetto - completato da Giovani Falzone, Danilo Gallo e Zeno De Rossi - è stato l'abbinamento con le immagine scelte e proiettate dietro i musicisti da Antonio Vanni. Il cammino di Tina Modotti visualizzato dalle sue fotografie, dalle immagini di Udine del primo novecento, dai quadri degli artisti suoi contemporanei, dai versi dell'epitaffio scritto per lei da Pablo Neruda.
Un vero e proprio accompagnamento, un ulteriore elemento di lettura per il repertorio del quartetto. Un filo, tutt'altro oche didascalico, in sintonia con le musiche e le ambientazioni: una combinazione ben riuscita di luci, colori e suoni. A completare la fascinazione, la proiezione delle immagini su un sottile velo di tulle, in modo da vedere contestualmente le immagini e il gioco di luci sullo sfondo degli archi dell'Anfiteatro Fausto e giocare quindi con tre livelli visivi.