Intervista a Franco Caroni
Foto: Fabio Ciminiera



Franco Caroni "L'International Jazz Master sarà un'esperienza molto particolare. Si tratta di un Master di Alta Specializzazione, aperto a cinquantadue musicisti e con un eden di docenti - circa una sessantina, di cui trenta statunitensi, alcuni europei e alcuni tra i migliori esponenti della scena jazz italiana. Abbiamo invitato ad insegnare e saranno presenti nei due anni di corso personaggi come Eddie Gomez, Jerry Bergonzi, Ben Perowski, Jeff Ballard, John Abercrombie, Kurt Rosenwinkel, Paolo Fresu, Franco D'Andrea e tantissimi altri."
Abbiamo incontrato Franco Caroni, presidente della Fondazione Siena Jazz, a Terni in occasione del recente Grand Tour Jazz Fest e con lui abbiamo parlato dell'iniziativa che partirà nel prossimo autunno.

Jazz Convention. Il percorso formativo dell'International Jazz Master come viene organizzato?

Franco Caroni Il programma prevede una serie di lezioni intensive: ogni mese ci sarà una sessione di quattro giorni consecutivi, durante le quali le classi saranno impegnate per otto, nove ore. In questo modo, i corsi saranno equiparati anche nella quantità, oltre che nella qualità, ai Master di specializzazione. La concentrazione serve, logicamente, per poter avere a Siena questi grandi personaggi. Le verifiche vengono fatte otto volte, una volta al mese, cioè, in modo da avere la garanzia che i ragazzi seguano effettivamente le lezioni e siano sempre al passo con i corsi. È un master unico a livello europeo: questi grandi musicisti non vengono a fare un piccolo stage di un giorno o due, ma tengono otto lezioni private per ogni musicista, vengono per due mesi di seguito per svolgere un programma progressivo. Sono esperienze difficili da ritrovare in Europa, anche perché i costi sono davvero alti: noi lo abbiamo fatto proprio per dare un segnale di eccellenza al mondo didattico italiano.

JC.Quali saranno i rapporti del Master di Siena Jazz con il mondo dei Conservatori, delle Lauree di Primo e Secondo Livello?

FC. L'Italia sta facendo un grosso sforzo, in questi ultimi anni. I Conservatori hanno aperto al jazz, anche in modo repentino e sperimentando buone soluzioni, e i docenti sono preparati, in pratica il massimo che si possa avere al giorno d'oggi. Il problema è che non si può aprire al jazz, istituire Lauree di Primo e di Secondo Livello, senza oneri aggiuntivi da parte dello Stato, come recita la legge. Va da sé che, in questa maniera, manchino i fondi per poter sostenere il numero delle lezioni necessarie. La qualità dei docenti, invece, secondo me, è veramente alta.

JC. Il Master come si pone nei confronti delle strutture pubbliche? Sarà una provocazione, una scelta, un pungolo?

FC. No, assolutamente. Noi, da diversi anni, abbiamo un ottimo rapporto con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e abbiamo chiesto l'accreditamento per l'alta formazione da parte del MIUR ma, nello stesso tempo, andiamo avanti nei nostri settori di eccellenza. Anche se il nostro Master è privato, abbiamo comunque il compito di dare delle risposte di alto livello, sia di qualità che di respiro internazionale, ai giovani musicisti che guardano alle nostre iniziative e quindi dobbiamo continuare il nostro percorso.

JC. Nel frattempo, prima dell'autunno, ci sarà Siena Jazz...

FC. Certo, ci sono i tradizionali Seminari Estivi di Siena Jazz, limitati a trecento allievi e, forse, quest'anno abbassiamo ulteriormente il numero, proprio per cercare di dare dei segnali di qualità sempre maggiori. La creatività deve mettersi al servizio della performance e deve essere, quindi, al servizio di uno studio serio. Quello che cerchiamo di fare è la quadratura del cerchio: grande tecnica e grande competenza unite a una grande creatività.

JC. Cosa che poi si riflette qui a Terni, come in altri contesti, dove la collaborazione con Siena Jazz porta ad esibirsi formazioni di musicisti "provenienti" dai Seminari...

FC. È importante gratificare i più bravi o quelli che, se non sono i più bravi, hanno il potenziale per esserlo, i ragazzi che hanno qualcosa dentro da esprimere. La collaborazione di Siena Jazz con i festival permette a questi ragazzi di mettersi in mostra e di entrare nel mondo artistico in modo professionale.

Fabio Ciminiera - Jazz Convention year 2008