Settimana Mozartiana & Jazz - Chieti, 7-8 luglio 2008.
![]()
La Settimana Mozartiana 2008, nona edizione della rassegna chietina, si è articolata con la consueta formula dei salotti musicali: sette spazi ricavati all'interno del centro storico teatino, accoglienti e aperti a generi musicali diversi. La manifestazione, organizzata dal Teatro Marrucino, pone al centro del programma la musica classica, ma, nel corso degli anni, ha dato sempre maggior spazio al jazz e a suoni diversi dalla tradizione eurocentrica.
Wolfgang Amadeus Mozart rimane il nume tutelare della manifestazione, come testimoniano i tondi con i ritratti del compositore, applicati ai lampioni nelle strade, e la Giostra Salisburghese, situata davanti all'ingresso del Teatro Marrucino. La scelta di dedicare un salotto alla musica jazz e di dividere la serata del palco principale in un doppio set, aperto dalla musica classica e completato dal jazz, rende evidente l'attenzione verso le possibilità di incontro tra i diversi mondi musicali.
Lunedì 7 e martedì 8 luglio, il palco principale ha ospitato i concerti dell'Oblivion Express di Brian Auger e del Trouble Shootin Quartet di Stefano Di Battista. L'organo come denominatore sonoro comune delle due serate in due accezioni diverse: se Auger ne mette in evidenza il groove e la dimensione ritmica, Trotignon utilizza i suoni lunghi e liquidi per dare un colore metropolitano alla musica del quartetto.
Stefano Di Battista propone i suoni e le dinamiche del disco pubblicato nello scorso autunno, con un quartetto, composto da Fabrizio Bosso, Baptiste Trotignon e Greg Hutchinson. La spinta, forte ed energetica, di una sezione ritmica eclettica e sempre incalzante si fonde con il piglio, altrettanto forte, di due solisti tra i più celebrati nel panorama jazz nazionale.
Il meccanismo del concerto consiste nell'equilibrio che si realizza tra le due correnti, nel dialogo, negli appoggi e nelle risposte: la forza viene dosata ed esplosa, le diverse dinamichesonore vengono assecondate con classe e vitalità, tanto da rendere in modo personale ed intrigante sia le propulsioni sui ritmi più sostenuti che le derive liriche delle ballad. In particolare, la libertà concessa dall'assenza del contrabbasso si concretizza come uno stimolo continuo a dare ciascuno il proprio sostegno alla costruzione sonora del gruppo e a rendere il Trouble Shootin Quartet una formazione dalla voce omogenea e compatta.
Brian Auger è stato uno dei primi musicisti a cercare nuove strade espressive, fondendo generi musicali diversi. Sin dalla metà degli anni '60 con i dischi realizzati con Julie Driscoll e poi con le incisioni dell'Oblivion Express nei primi anni '70, Auger ha cercato al sintesi tra la scena inglese - il rock e, soprattutto, il beat - e le sonorità jazz. Nella nuova formazione dell'Oblivion Express, nata negli anni '90, sono presenti i figli di Auger, Savannah alla voce e Karma alla batteria; la band è completata dal bassista Jeffrey Connor.
Il concerto propone i brani del repertorio classico di Auger: dagli arrangiamenti di Light my fire dei Doors a Season of the witch di Donovan, testimonianza della lucida e istantanea capacità di trarre, già alla fine degli anni '60, sonorità inconsuete dai classici del rock e del pop, alle escursioni più marcatamente jazzistiche di Second Wind e Freedom Jazz Dance, presenti nei lavori degli anni '70. Mentalità aperta, voglia di divertirsi e sperimentare con la musica, la forza pulsante di un motore giovane fanno il resto in un concerto sempre brillante e squisitamente personale.
Il salotto di Porta Pescara è stato dedicato al jazz con i concerti di Antonio De Angelis e Michele Di Toro e con i progetti guidati da Marcello Sebastiani e Geoff Warren: scenari trasversali e aperti a linguaggi di diversa provenienza. L'idea di base di aprire uno spazio che contenesse la dimensione e le espressioni dei due mondi, attraverso una sintesi ben collaudata e vissuta in modo specifico dai diversi protagonisti, ha reso con efficacia la filosofia dell'edizione 2008 della rassegna.
La Settimana Mozartiana 2008 ha ospitato anche Tullio De Piscopo, Luis Bacalov, Giuseppe Continenza e Garrison Fewell: il jazz è stato una presenza importante nella rassegna, una presenza colorata da una varietà ben equilibrata di inflessioni stilistiche e di intenzioni espressive.