Pineto Accordion Jazz Festival 2008 - Pineto, Villa Filiani - 25/27 luglio 2008.
Foto: Andrea Buccella - Fabio Ciminiera



Il Pineto Accordion Jazz Festival ha mantenuto, anche nella sua quarta edizione, le sue caratteristiche peculiari. Un festival di incontri e di produzioni originali, centrato sui suoni della fisarmonica e aperto al mondo degli strumenti ad ancia libera, concluso, come è ormai tradizione, dalla presenza di un nome importante della musica popolare, attento alle sonorità e alle dinamiche del jazz.
Le tre serate hanno proposto confronti tra musicisti diversi per generazione ed estrazione. Franco Cerri e Sylvia Pagni si sono uniti alla Pineto Orchestra in Kappa Project, l'Omaggio a Kramer della serata inaugurale. Le armoniche di Bruno De Filippi e Max De Aloe hanno dato vita al concerto di sabato 26 luglio. Rossana Casale ha accolto nel suo concerto la fisarmonica di Fausto Beccalossi. Inoltre, Bruno De Filippi, presente a Pineto per tutta la durata del festival, è stato naturalmente chiamato su palco sia dalla Casale che da Renzo Ruggieri nel gran finale di Crapapelada.
Gli incontri sottendono una delle peculiarità del festival: avere sul palco di Pineto situazioni nuove, scaturite appositamente per la rassegna.
Il festival si è aperto con Kappa Project: un omaggio a Kramer attraverso parole, musiche ed immagini. La trama della narrazione si svolge sulla vita e sulle canzoni del Maestro: i filmati delle trasmissioni Rai e le presentazioni di Maria Rita Piersanti ad introdurre i brani eseguiti dall'organico agile della Pineto Orchestra, il racconto e il contributo sonoro di Franco Cerri rende ancora più speciale il ritratto del Maestro. Un'operazione ardita e leggera, allo stesso tempo: l'importanza di Kramer nella musica e nella cultura popolare del novecento italiano permette di avere a disposizione un repertorio di alto livello e grande impatto; la struttura della formazione (due trombe, due tromboni, quattro sassofoni, chitarra, contrabbasso e batteria) rende l'interpretazione di insieme versatile e sempre aderente alle motivazioni di fondo dei brani e del progetto; lo spessore dei musicisti coinvolti garantisce qualità e vitalità costante alla musica suonata.
Gli arrangiamenti di Renzo Ruggieri hanno permesso alla formazione atipica di rileggere i brani del Maestro in modo fedele: questa, in sostanza, la scommessa di Kappa Project e la possibilità di avere una formazione in grado di scalare dal lavoro di sezione all'incastro delle linee melodiche diventa uno strumento prezioso a tale scopo. La Pineto Orchestra è sostenuta da una ritmica solida ed esperta, Massimo Manzi e Massimo Moriconi, e si fonda sulla grande applicazione armonica della chitarra di Mauro De Federicis; a completare l'organico la scelta di una batteria di fiati composta da musicisti esperti e talenti emergenti. La Pineto Orchestra ha saputo accogliere solisti dalle caratteristiche diverse e assecondare le diverse fasi dello spettacolo. La musica di Kramer si è "adattata" con disciplina e naturalezza alle idee sonore di Ruggieri, rivelando tutta la sua freschezza e le sue potenzialità. I brani contengono una prima lettura "italiana" dei ritmi e delle suggestioni della musica afro-americana, lettura effettuata con le difficoltà ambientali dell'epoca fascista, gli strumenti della tradizione italiana, la fantasia e l'ironia tipica di Kramer. Ruggieri, dal canto suo, ha puntato sulle linee melodiche originali e il suo lavoro ha creato un sostrato armonico e ritmico sul quale innestare i diversi elementi, musicali e narrativi: un racconto coinvolgente, ben equilibrato tra tutte le componenti e attento nel far emergere le peculiarità e i punti forti di ciascun attore.
Bruno De Filippi e Max De Aloe, un confronto di armoniche e generazioni. Il concerto è stato aperto da alcuni brani del nuovo progetto di De Aloe, Lirico Incanto, che verrà pubblicato nel prossimo autunno e sarà dedicato, in massima parte, alle arie delle opere di Giacomo Puccini. Con la presenza di De Filippi, il concerto ha virato verso gli standard: l'armonicista ha mostrato una notevole lucidità espressiva e stilistica, improvvisazioni mirate e energiche, rilanciate e ben interpretate dal quartetto. Strumento piccolo (portatile e facile da perdere secondo le definizioni dei due protagonisti), l'armonica fa parte della medesima famiglia della fisarmonica: strumenti ad ancia libera e protagonisti nella musica popolare, sono presenti in modo trasversale nella storia del jazz. Ingredienti del melting pot di New Orleans e delle prime incisioni storiche, sono stati gradualmente messi da parte nelle varie codificazioni sonore e espressive dello swing, del be bop e dell'hard bop, a parte alcuni grandi protagonisti: a dare nuove possibilità a questi strumenti è stata l'apertura e il coinvolgimento nel jazz e nell'improvvisazione degli elementi caratteristici delle tradizioni del mondo, avvenuta negli ultimi decenni. Questo per dire come un festival jazz dedicato alla fisarmonica non può essere canonico o arroccato sulla difesa di purismi esclusivi. Il Pineto Accordion Jazz Festival ha dimostrato negli anni di mantenere un equilibrio attento tra le spinte in gioco: da una parte, la necessità espressiva di uno strumento di "frontiera" e la volontà di dar vita a produzioni originali e ad incontri inediti o, quanto meno, poco usuali tra musicisti; dall'altra, l'intenzione di dare spazio a una visione musicale comunque tradizione e non avanguardista.
Equilibrio dimostrato in modo efficace dal concerto conclusivo affidato al quintetto di Rossana Casale, con la fisarmonica di Fausto Beccalossi come ospite. Innanzitutto, la formazione si è rivelata un quartetto, vista l'assenza di Francesco Sotgiu e la conseguente dislocazione della batteria a fianco del pianoforte per permettere a Luigi Bonafede di intervenire, di tanto in tanto, su piatti e tamburi. Il programma proposto dalla cantante milanese si è incentrato sulla tradizione degli standard: la dimensione intima del quartetto ha esaltato e messo in risalto lo stile interpretativo della Casale, le atmosfere più morbide e contenute le hanno permesso di giocare con la particolare estensione vocale. Maggiore apertura interpretativa e spazio agli strumenti c'è stata nella seconda parte del concerto in cui è salito sul palco Fausto Beccalossi. In precedenza, l'incontro - fuori programma, ma auspicato da tutti - della cantante con Bruno De Filippi: una volta ancora l'armonicista ha dato prova di grande classe e disponibilità nel modulare la propria voce alle esigenze stilistiche di una formazione diversa, interpretando in modo cristallino lo spirito del festival.

Fabio Ciminiera - Jazz Convention year 2008