Sento dunque ascolto
Foto: da internet


Milano, 8 ottobre 2008.

Oggi mi sembra il giorno adatto per ripercorrere la storia delle origini del jazz rock per l'ennesima volta! Ma se invece trovassi nuovi spunti per affrontare un argomento non esattamente “recente”? Le parole potrebbero scorrere quasi da sole con la giusta colonna sonora. Scelgo Martin, Medesky and Wood e inizio.

Può ancora oggi esistere un dibattito tra l'unione del jazz con il rock oppure il dibattito può dirsi concluso negli anni ‘70, quando i motivi per dichiarare una dissacrazione del jazz c'erano tutti ed erano, per i puristi, fonte di critica e disappunto anziché curiosità verso nuovi linguaggi musicali?

... dibattito senza fine, mi dico. Allora perché non parlare di qualcosa di più monografico nel panorama di questo evolutivo viaggio musicale nato verso la fine degli anni '60? D'accordo, ci sto! Parliamo dei Weather Report, d'altronde è un argomento ricco di avvenimenti sia in campo musicale che umano! Una bella parentesi, poi, su Jaco Pastorius e le sue grandiosità e l'articolo è fatto. Intanto Martin, Medesky and Wood hanno passato ai Weather il testimone della mia personalissima staffetta musicale.

Siamo nel 1975... I Weather Report hanno registrato buona parte del materiale per l'album Black Market, manca poco alla conclusione; ma nel bel mezzo del lavoro il bassista elettrico Alphonso Johnson decide di abbandonare la band per intraprendere un suo progetto con Billy Cobham. Joe Zawinul ha occasione, dunque, di mettere alla prova Pastorius con il brano del disco Cannonball. Successone! Pastorius oltre ad entrare nella leggendaria band contribuisce all'album anche con un brano, Barbary Coast, da lui composto.

Mmmh, sì, potrebbe andare. Ma forse ho bisogno di tranquillità, di pace, di sognare. I Weather? Un'altra volta! In fondo la musica è per gli stati d'animo ciò che il vino può fare durante una cena tra amici: influenzarla, oscillando tra euforia e malinconia e oggi mi sento così: proviamo ad immaginare di essere con la donna o l'uomo che amiamo. La coppia è in contro luce davanti a un sole crepuscolare, che ormai fa tutt'uno con l'infinito del mare, in quel momento calmo, quasi immobile. Un vento leggero sfiora i capelli e rinfresca i respiri. Un bacio ci fa dolcemente scoprire il profumo del mare... Ecco, quale colonna sonora può accompagnare un momento così magico? Di certo non i Weather! Ma la mia libreria musicale ha sicuramente qualcosa che possa sintonizzarsi col mio stato d'animo... vediamo... cerco... mmmh, per questa volta posso fare a meno di Marvin Gaye... cerco ancora... ho trovato. Coltrane!

Mi sorprendo sempre di quante volte il sax tenore di quest'uomo abbia soddisfatto le mie esigenze di espressione sentimentale. Ascolto My favourite things, il piano di McCoy Tyner dà ai monologhi del sax, ora soavi ora irruenti, quelle pause che quasi cullano il cuore. Ma l'apice dell'emozione arriva con Naima, la ballata che Coltrane scrisse per la moglie alla fine degli anni '50. Senza dubbio uno dei pezzi più romantici della storia della musica. Le note del piano di Tommy Flanagan, insieme alle spazzole di Art Taylor creano una melodia che non fatica a commuovere.

Sembra tutto così vero, come se tutti e tre fossero sotto la finestra a suonare per me. Mi alzo, mi affaccio e vedo traffico, un formicaio di gente che corre, purtroppo ignara delle mie favole.


Catia Tramacere - Jazz Convention year 2008