Corea & Mclaughlin Five Peace Band - Teatro Manzoni, Milano - 10.11.2008
Foto: Roberta Guzzetti


Chick Corea: pianoforte, tastiere
John McLaughlin: chitarra
Kenny Garrett: sassofono contralto
Christian McBride: contrabbasso
Vinnie Colaiuta: batteria


Un gruppo che definire, come si usa, “All-star” sarebbe decisamente riduttivo è salito sul palco del teatro Manzoni di Milano nell'ambito della rassegna “Aperitivo in Concerto”, grazie all'occhio (sempre attento alle proposte interessanti presenti nel mondo del jazz) del direttore artistico Gianni Morelenbaum Gualberto: se è vero che Chick Corea e John McLaughlin ne sono i titolari, questa “Five Peace Band” si può vantare dei nomi di tutti i suoi membri come di pezzi della storia del jazz.
A volte, formazioni di questo genere possono sfociare in operazioni in cui forti personalità musicali si scontrano senza riuscire ad individuare una direzione comune in cui spingere la musica, col risultato che davvero “ognuno suona per conto suo”, come a volte si sente dire.
Per fortuna questo non è successo nel concerto in questione: i due leader hanno saputo, nell'ambito della migliore fusion accattivante e spinta in avanti, dialogare con intensità e rispetto l'uno delle intenzioni dell'altro, lasciando anche spazio a sufficienza per gli altri musicisti che, come detto, non si poteva certo ridurre a pure comprimari. Così, l'esuberanza pirotecnica di Colaiuta ha avuto modo di emergere a fianco del lirismo (pur sempre ipertecnico) di McBride. La tecnica fuori dall'ordinario naturalmente è l'elemento che unisce tutti questi musicisti, compreso Kenny Garrett (che pure è stato, tra tutti, forse quello dagli assoli più stimolanti, pur nella ripetizione di cliché del genere che tra le labbra di qualsiasi altro sarebbero stantii), ma al di là di sterili contrapposizioni tecnica sì\tecnica no, quello a cui ha potuto assistere il pubblico del Manzoni è stato un concerto in cui il virtuosismo esasperato ha lanciato groove travolgenti, lontani da qualsiasi intellettualismo e da qualsiasi freddezza.

Diego D’Angelo - Jazz Convention year 2008