Hank Jones Trio: tra Bebop e Hard Bop - Milano, Teatro Manzoni - 19.10.2008
Foto: Roberta Guzzetti


Hank Jones: pianoforte
George Mraz: contrabbasso
Carl Allen: batteria


Ha festeggiato quest'anno i novant'anni uno dei mostri sacri del jazz americano, il pianista Hank Jones. Non ha ha certo bisogno di presentazioni: fratello di Elvin Jones e di Thad Jones, ha militato nei più importanti gruppi a cavallo tra il bebop e l'hard bop, e da allora è rimasto uno degli esponenti più acuti del mainstream, dimostrando ancora oggi come si possa continuare ad aver qualcosa da dire anche dopo settant'anni di carriera. Al teatro Manzoni ha tenuto un concerto, inserito all'interno dell'ormai classica rassegna "Aperitivo in Concerto", in cui ha dato sfoggio a tutta la saggezza musicale accumulata in tanti anni di esperienza, dimostrando di non aver in alcun modo perso lo smalto di un tempo, ma anzi di aver sublimato il tutto nella pura astrazione stilistica.
Mettendo insieme una manciata di notissimi standard del jazz, Hank Jones è riuscito a non dire nulla di nuovo (cosa probabilmente su quei brani praticamente impossibile) eppure a impressionare il pubblico, grazie a una vena melodica purissima e dolcissima, a cui facevano da perfetto contorno lo strepitoso contrabbasso di George Mraz e la batteria (indubbiamente tra le più melodiche a cui ci sia capitato di prestare orecchio) di Carl Allen. Gettando all'aria tutti i cliché del genere (e se ne sono accumulati tanti), Jones costruisce assoli melodicissimi ma raffinati ed eleganti, senza concedere niente a nessuno. I temi dei brani sono trattati in modo assolutamente tradizionale, eppure pochi spostamenti riescono a renderli freschi e gustosi. La sua perfetta conoscenza, tecnica e armonica, gli consente di fare il bello e il cattivo tempo in qualsiasi momento e l'esperienza condisce il tutto: davvero un concerto in cui le atmosfere degli anni '50 e '60 sono state portate al 2000, grazie alla sublimazione di un'unica mente musicale.

Diego D’Angelo - Jazz Convention year 2008