Festivol - Trevi, Centro Storico - 2.11.2008
Passeggiare in un borgo antico al sole tiepido di una domenica pomeriggio di un autunno estremamente temperato, incontrare persone e visitare i palazzi e le chiese, ascoltare musica e conoscere i sapori della tradizione gastronomica.
E così capita di trovarsi a Trevi, entrare nei palazzi nobiliari, ancora abitati dai rispettivi padroni di casa, e ascoltare, come in altre epoche, la musica suonata nei saloni affrescati: vedute panoramiche della vallata entrano dalle finestre aperte, oggetti artistici e di pregio testimoniano la storia e un'attenzione al bello che proviene dai secoli.
Musica e olio d'oliva sono il fulcro di Festivol, rassegna arrivata quest'anno alla sua seconda edizione, ma anche gusto per la bellezza e possibilità di socializzare e vivere la piazza: il tutto, come si diceva, allietato da una delle più belle giornate di novembre. Piazze, palazzi e il Teatro Clitunno, dove si è conclusa la manifestazione, pieni di persone alle prese con il percorso molteplice della rassegna. Si crea, in pratica, un itinerario libero attraverso i vari punti del percorso: una scelta parallela affidata ai visitatori con molte delle possibilità continuamente a disposizione del pubblico.
Il punto di partenza - vuoi per il periodo dell'anno, vuoi per il nome del festival - sono ovviamente l'olio e le olive. Il tour organizzato nei diversi palazzi gentilizi di Trevi vede come momento topico l'assaggio di specialità tipiche condite rigorosamente con olio d'oliva e la degustazione di vini.
Altro aspetto rilevante della manifestazione è l'apertura al pubblico dei palazzi più importanti di Trevi, normalmente abitati e per questo non aperti ai turisti. I padroni di casa accolgono i visitatori e li accompagnano nei diversi ambienti: giardini, saloni, vedute panoramiche, affreschi e oggetti di grande pregio artistico diventano il valore aggiunto per la passeggiata nel borgo umbro, ricco di torri, archi e palazzi.
Nei palazzi, la musica, come nel Rinascimento. Jazz e classica scelti come colonna sonora del percorso: Marco Di Battista in piano solo al Palazzo Argenti Ceccucci già Francesconi; Cristian Panetto e Franco Finucci al Palazzo Petroni; Giovanni Sannipoli e Laura Vinciguerra al Palazzo Zenobi; Gabriele Mirabassi e Peo Alfonsi al Teatro Clitunno a chiudere la seconda giornata di Festivol.
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Marco Di Battista ha proposto un repertorio particolare: brani originali e composizioni men frequentate dei grandi maestri del jazz sono stati punteggiati di tanto in tanto dagli standard più conosciuti: il fulcro è in una interpretazione moderna e vibrante. Una sintesi tra il linguaggio della tradizione e gli spunti personali, immersa in una cornice elegante e fuori dall'ordinario.
Chitarra e sassofono per rileggere con personalità i brani più celebri della storia del jazz: Franco Finucci e Cristian Panetto eseguono gli standard in maniera matura ed essenziale. Il lungo salone diventa il teatro di una esecuzione intensa, un'unione felice tra la musica e le opere d'arte racchiuse nel palazzo.
Gabriele Mirabassi e Peo Alfonsi hanno chiuso la seconda e ultima giornata di Festivol, con il concerto tenuto al Teatro Clitunno. Il punto di partenza del duo è il repertorio presente in Canto d'Ebano, disco registrato in quartetto con la ritmica composta da Salvatore Maiore e Alfred Kramer. La tradizione popolare italiana, l'amore per lo choro e le tradizioni brasiliane, lo sguardo al Mediterraneo e ai suoi accenti espressivi. Il concetto mediterraneo potrebbe essere considerato anche, per traslato, come unione e sintesi dei tanti interessi musicali del clarinettista: un'astrazione presente in modo tangibile e costante nel mondo sonoro e nello stile di Mirabassi. Composizione e costruzioni armoniche, assolo e obbligati affondano in modo personale e sempre efficace nelle varie direzioni per trarre elementi sempre diversi, il virtuosismo si avvalora con la grande empatia e con la profonda partecipazione del'esecuzione di ogni passaggio.
L'incontro tra chitarra classica e clarinetto esplora dinamiche sussurate e atmosfere sospese e il suono del duo si apre, così, ad una molteplicità di colori e di possibili direzioni: morbidi crescendo, strappi improvvisi e momenti lirici; temi e assolo uniscono l'energia divertita dei due musicisti ai delicati paesaggi sonori dipinti attraverso le atmosfere e le ispirazioni dei vari brani.
E quando, al calar della sera, le attività del festival vanno scemando, c'è ancora tanta gente attorno agli stand illuminati dai fuochi di cottura e dalle luci della piazza, in mezzo alle bancarelle sotto i portici, a chiacchierare e a trattenersi all'aperto in una delle ultime occasioni della stagione.