Soul makossa - Bari,13.10.05 - Francis Bebey Beyond: world jazz project afrique, jazz et malice
Foto tratte da internet



Toups Bebey Danza, recitazione, riflessione, ironia. E naturalmente musica, ottima musica. Ecco qui serviti gli ingredienti per un’ottima serata, fresca, allegra, sempre sorprendente. Nell’ambito della rassegna “Soul Makossa”, al teatro Kismet O.per.A. di Bari va in scena il Francis Bebey Beyond, un progetto molto speciale dedicato alla memoria del celebre musicista e scrittore camerunense, scomparso nel 2001. Nel segno dei suoi insegnamenti, questi artisti hanno voluto riunirsi per dar vita ad un particolare ensemble, diretto da Toups Bebey, sassofonista ed erede del padre Francis anche (e soprattutto) dal punto di vista artistico.
E difatti il ruolo di leader non vuol essere solo un omaggio simbolico, una sorta di atto dovuto al legame di sangue. Premiato nel 2000 dalla rivista francese Vibration come miglior artista Révélation World, Toups Bebey ha già dato prova della propria abilità in più occasioni, mettendo in risalto l’attitudine familiare nel voler portare alla ribalta le proprie origini, mescolate ad altre tradizioni musicali, magari lontane geograficamente, ma contigue per spirito ed energia sprigionata.
Andrea Sabatino La proposta musicale di questo combo proviene dunque dal repertorio popolare africano e caraibico (beguine, highlife, makossa ecc.), ma ci sono anche delle composizioni originali che mantengono lo spirito gioioso e carnevalesco delle parate afro-caraibiche : il suono e' melodico e ritmico, pieno di calore e colore... un cocktail effervescente ed esplosivo.
Ed in questo turbinio di vibrazioni, fondamentale risulta l’apporto di ciascun componente, dall’esuberante trombone di Michele Marzella alla più composta tromba di Andrea Sabatino fino a Roberto Ottaviano, uno dei più apprezzati sassofonisti in terra pugliese. La sezione percussiva è invece appannaggio di due musicisti africani, il percussionista Carlos Dabo ed il batterista senegalese Sega Seck. A completare il quadro, un terzetto tutto francese che, a mio parere, merita una citazione particolare : infatti la fisarmonica di Pascal Pallisco (che in certi passaggi riesce a riprodurre sonorità che ricordano l’organo Hammond) e il contrabbasso del celebre Jean-Jacques Avenel si distinguono nell’accompagnare la voce di Toups in un paio di ballad dal sapore malinconico, mentre la funzione della danzatrice – coreografa Linda Gonin è quella di creare una collaborazione sinergica tra elemento visivo ed uditivo, per un mix che travalica le differenze tra diverse forme artistiche.
Roberto Ottaviano E ad orchestrare tutto è il gran cerimoniere Toups Bebey che, inoltre, utilizza (e fa utilizzare ai suoi compagni) strumenti che riportano alla mente il compianto Francis, ad esempio la sanza (noto anche come “piano a pollice”) e il flauto ndehoo (o flauto pigmeo), oggetti popolari molto diffusi nel continente nero, ma portati alla ribalta internazionale proprio da questo eclettico artista. Tutto ciò, unito al particolare gusto dell’ironia che contraddistingue Toups, contribuisce a creare un’atmosfera giocosa e trascinante, ed il ritmo travolgente è un invito al ballo che, in altri contesti, sarebbe difficile rifiutare. Eppure, come detto, non mancano spunti per la riflessione : ogni qualvolta la musica si ferma, infatti, Toups Bebey coglie l’occasione per declamare versi in francese e in italiano, piccole composizioni che rievocano la condizione di oppressione e schiavitù vissuta dalle popolazioni africane nell’arco della storia dell’uomo; non c’è rabbia, però, nelle parole del musicista – vate, ma voglia di andare oltre queste ingiustizie con l’ausilio della gioia e del sorriso, “doni che – come spiega – Dio ha voluto donare alla mia gente”.
La degna conclusione di questo spettacolo (un termine qui come mai più adatto di concerto) è una parata simbolica, che vede Linda nelle vesti di majorette a guidare il resto della banda che, a mo’ di fanfara, scende dal palco per continuare a divertirsi e a divertire seguendo un percorso itinerante.

Alberto Francavilla - Jazz Convention year 2005