PINO MINAFRA & SUD ENSEMBLE
with Faraualla – Meridiana Multijazz Orchestra – Vittorino Curci
Terronia
“Questo lavoro rappresenta per me una grande opportunità per dar voce al mio vissuto musicale. Un vissuto fatto di musica sacra, bande, arie d’opera, musica antica e sinfonica, musica leggera, etnica, rock, jazz, musica improvvisata ed altro”.
Con queste parole Pino Minafra presenta “Terronia”, l’ultimo cd realizzato e prodotto da colui che può essere considerato uno dei più grandi agitatori del panorama musicale barese. Un’operazione piuttosto singolare, dal momento che, per realizzare una sorta di tributo alla propria attività artistica, il trombettista di Ruvo di Puglia si avvale del contributo di uno sterminato numero di collaboratori - amici. Un lavoro collettivo, quindi, un apparente delirio di suoni, dietro al quale si cela invece un attenta regia di Minafra, perchè, come spiega nel booklet Vittorino Curci, “rispetto ai suoi lavori precedenti, la scrittura qui prende il sopravvento sull’improvvisazione; in tutte le composizioni gli spazi individuali vengono guidati verso una coralità che la partitura controlla sin nelle più piccole nuances”.
Eppure non si direbbe. Terronia si presenta eterogeneo, riesce costantemente a creare ambientazioni diverse e, anche all’interno della stessa traccia, chi lo ascolta può rimanere spiazzato dal susseguirsi di armonie apparentemente discordanti, capaci di suscitare effetti sempre sorprendenti. Come in Mediterraneo, brano che comincia con un’atmosfera cupa da musica medievale, per poi distendersi in una melodia jazz spigliata e veloce; una metamorfosi facilitata anche dal prezioso contributo delle Faraualla, formazione di quattro vocalist che riescono a cambiare il tono della voce simultaneamente e sinergicamente al cambio di ritmo degli strumenti. Un analogo mutamento di ritmo caratterizza La danza del grillo, mentre Terronia sembra quasi un’opera divisa in atti, in cui Minafra dirige una formazione che comprende, oltre al Sud Ensemble, con il quale è stato realizzato l’intero album, e le già citate Faraualla, anche la Meridiana Multijazz Orchestra, un vero e proprio esercito per un totale complessivo di 32 elementi!
Ma Terronia vuole però essere soprattutto un omaggio al Sud, come è perfettamente esemplificato nella scelta del titolo. Sud inteso non solo come Italia Meridionale ma, più in generale, come Sud del mondo. Se è vero, infatti, che in Terronia Vittorino Curci declama i versi di Rocco Scotellaro e Vittorio Bodini, due poeti pugliesi della seconda metà del Novecento (lo stesso Scotellaro avrebbe usato il termine “terronia” già nel 1948), Canto general attinge il nome dall’opera del cileno Pablo Neruda. E l’asse Puglia – Sud America sembra reso ancora più solido da Maccaroni, che a ritmo di mambo rievoca naturalmente scenari latini. Un brano, quest’ultimo, la cui stesura, così come quella di Mediterraneo, è stata affidata a Livio, figlio di Pino Minafra e da qualche tempo membro stabile del Sud Ensemble. Sarà un caso che, proprio nel lavoro che dovrebbe rappresentare un compendio della sua carriera, Minafra abbia voluto affidare al figlio la composizione di alcuni pezzi, oltre ad avervi lavorato insieme per quel che riguarda gli arrangiamenti? Sicuramente qualcuno vi potrebbe leggere un ideale passaggio di consegne, secondo me non è altro che una presa di coscienza della maturità ormai raggiunta da Livio che, appresi gli insegnamenti paterni, sta sviluppando una propria autonomia artistica, comunque contrassegnata da una predilezione per la versatilità e la commistione di generi. Nella speranza che possa continuare il percorso tracciato dal padre...