Soresina (Cremona) concerto inaugurale di Progetto Jazz 2005 - 24.04.05![]()
Foto di Danilo Codazzi
Anche questa volta Progetto Jazz funge da apripista per i prossimi Festival Jazz che si svolgeranno nei prossimi anni in Italia, facendo scoprire un personaggio ancora poco conosciuto da noi, ma che sta ottenendo ampi consensi nel mondo. E' il caso di Lura, nuova star di Capoverde, che ha aperto la stagione del Festival del Sistema Teatrale Cremonese al Sociale di Soresina. Questa giovane cantante, non ancora trentenne, dalla voce possente e dall'aspetto molto gradevole, ha presentato i brani del suo ultimo cd, "Du corpu ku alma", recentemente riproposto in una nuova versione, con dvd e brani inediti, alla testa del suo affiatato quintetto, composto da Aurelio Fialho Borges Dos Santos, chitarra; Lucio Hilario Vieira, basso; Carlos Paris, percussioni; Antonio Jesus Santos Vieira, piano; Paulino Nunes De Pina, batteria.
Lura, nata a Lisbona da genitori immigrati di Capo Verde, arriva al canto quasi per caso, grazie al cantante Juka, che nel '92 la invita a partecipare al suo nuovo disco. Ora sta diventando una star, con una musica che parte dall'Europa per arrivare all'Africa, inserendo tutti i ritmi tipici dell'arcipelago di CapoVerde, come il "funana", un ritmo fatto per muoversi, per ballare, come lei stessa spiega al pubblico in un inglese un po'acerbo, o come il "batuku", ritmo tipico delle donne di Santiago. E questo attaccamento alle tradizioni della sua terra emerge appieno nel suo ultimo disco, in gran parte dedicato al poeta Orlando Pantera, morto giovanissimo nel 2001: a Soresina ripropone in gran stile emozionando il pubblico soprattutto due brani, "Na Ri Na", cantata con la platea in coro e "Vazulina". C'è spazio anche per un'altra hit, "Nha Vida", che era apparsa sull'album tributo "Red Hot +Lisbon", -la famosa raccolta per la ricerca sull'Aids, che in quell'occasione aveva riunito brani di Veloso, Djavan, Marisa Monte e altre grandi star. Lura colpisce anche per la sua presenza scenica, per il suo modo di ballare molto sensuale, molto afro, e per la sua forte personalità; "la musica di Capoverde parla di immigrazione, di persone che si lasciano, di amori perduti e ritrovati e spesso queste note riecheggiano ancora nelle donne di Santiago", così Lura spiega in sintesi la storia musicale del suo Paese e proprio come le lavandaie delle montagne di Capoverde si siede con la "tchabeta" in grembo suonando il vecchio beat "batuque", in un ricercato bis, facendo con il suo canto da spola per un altro viaggio da un continente all'altro.