Festival jazz di Nizza - Steps Ahead![]()
Foto di Umberto Germinale
Il Festival jazz di Nizza è da diversi anni orientato su un ventaglio di proposte che abbracciano diversi stili musicali (in quest’edizione hanno suonato, fra gli altri Van Morrison, Joss Stone, Ali Farka Tourè, Billy Preston, Gilberto Gil, Emir Kusturica e la nostra Roberta Gambarini), ma c’è spazio ancora per il jazz e i suoi derivati, come nella serata di giovedì 21 luglio, dove, nello spazio dell’Arena Romana si sono esibiti gli Steps Ahead, subito dopo la
performance del Richard Galliano New York Trio e appena prima della formazione di Esbjorn Svensson. La creatura del vibrafonista Mike Mainieri, che negli anni ottanta fu in pratica l’evoluzione fusion dei Weather Report, ha subito in questi anni diversi cambi di organico, mantenendo però un livello musicale eccellente. Anche per questa data il gruppo allestito era una vera e propria all stars band, nonostante la defezione improvvisa di Michael Brecker, in questi giorni ricoverato negli States. Infatti, oltre al leader,, erano presenti sul palco Mike Stern, Richard Bona, Steve Smith e Bill Evans.
L’affiatamento era naturale fra i cinque, anche perché spesso hanno suonato assieme in diversi contesti ed infatti accanto ai classici del repertorio degli Steps, come “Pools”, “Trains” “Islands” si è ascoltato anche “NothingPersonal”, in omaggio a Brecker, che appariva nel suo primo album da solista, in cui era presente Stern, che ha presentato due brani tratti dal suo ultimo lavoro, “These Times”, nel quale si è continuata la collaborazione con Richard Bona, vero funambolo del basso elettrico e dotato di una voce straordinaria. Tutto si è svolto sotto la regia del grande Mainieri, sapiente nell’alternare momenti di classe pura al vibrafono in contrapposizione ai tour de force solistici di Evans e Stern, i quali hanno poi deliziato la folta platea con una versione di “Jean Pierre” di Davis, sì, perché proprio loro due, giovanissimi, nei primi anni ottanta erano alla corte del divino Miles e, a distanza di oltre vent’anni, continuano a scorazzare per i palchi con la loro vena jazz rock. E, nota di colore, abbiamo scorto tra il pubblico un altro chitarrista approdato alla corte di Davis, ancora più in là nel tempo, un certo John Mc Laughlin, che ascoltava con attenzione i suoi amici,rimpiangendo forse, di non essere sul palco con loro...