Joe Zawinul - Live at Blue Note Milano![]()
Foto di Emilio Palanti
Ormai verso la soglia dei 74! anni Joe Zawinul deve aver trovato la ricetta giusta per non invecchiare mai, ovvero continuare a suonare in giro per il mondo, con l’inseparabile papalina multicolore in testa e un gruppo di giovani musicisti sempre pronti a condividere le idee del Maestro. Alla testa del suo rinnovato Syndicate, il tastierista austriaco ha iniziato martedì 13 marzo la sua cinque giorni milanese al Blue Note: in attesa del nuovo album in studio (l’ultimo, Faces and Places è datato 2002) Zawinul ha ricreato l’atmosfera di quella musica che è un suo marchio di fabbrica da sempre. Già fulcro del sound dei Weather Report, ha continuato in questi anni con il suo Syndicate a percorrere le strade di armonie multietniche, supportato da musicisti che sceglie con cura in diversi Paesi del mondo. Per questa ennesima versione del suo laboratorio sonoro ha pescato soprattutto dal Brasile, infatti tre dei sei componenti della nuova formazione vengono proprio da là e sono Jorge Bezerra alle percussioni, Alegre Correa alla chitarra e Ana Paula Da Silva alla voce, mentre il bassista Linley Marthe
proviene dalle Mauritius, l’altro percussionista Aziz Sahmaoul è originario di Marrakech e il batterista Nathaniel Townsley è di New York. Al set iniziale, rispetto al solito, mancavano un po’di spettatori ma l’ironico musicista dava la colpa in parti uguali all’atteso dibattito elettorale e alla partita dell’Inter che giocava in casa. Rispetto alle precedenti esibizioni degli ultimi anni Zawinul lascia da parte i richiami ai suoni orientali e afro per rituffarsi nelle atmosfere degli anni ottanta, un po’fusion, vedi le versioni di “East 12th street band”, “Tower of silente” e “D Flat waltz”. Una parentesi tutta carioca c’è stata poi con il brano “Por causa do samba”, acustico, eseguito solamente dalla coppia Correa-Da Silva, che c’entrava poco con tutto il resto del sound, ma è stato significativo per scoprire le doti della cantante e di Correa, che dopo le scorribande sulla sei corde elettrica si è ritagliato uno spazio molto più raccolto. E poi Joe, instancabile dietro alle sue numerose tastiere, ha fatto rivivere per un attimo i fasti del suo gruppo più leggendario e chissà che il futuro prossimo non ci riservi delle sorprese…