Mario Biondi & High Five - Live at Blue Note Milano![]()
Foto: Roberto Cifarelli © PhocusAgency
E’ stato accolta in maniera veramente calorosa la prima uscita live ufficiale di Mario Biondi con gli High Five Quintet, che si è celebrata domenica 29 ottobre al Blue Note di Milano. In contemporanea con l’uscita del suo primo album, “Handful of Soul” il locale di Via Borsieri ha fatto registrare un tutto esaurito che senz’altro gioverà al lancio di un artista che sta cominciando a farsi apprezzare anche nel difficile mondo del jazz. Forte del lancio del singolo “This is what you are”, che da parecchio tempo è in rotazione in tutte le radio (ma faceva già parte del progetto Was a Bee, uscito un paio di anni fa) Biondi ha
cantato tutte le tracce che appaiono nel disco, dimostrando tutte le sfaccettature della sua voce, a suo agio in tutte le atmosfere della black music. L’apporto poi di una delle migliori formazioni jazz italiane ha determinato un incastro magico, che già si è potuto ascoltare sul cd, ma che dal vivo ha dimostrato tutte le enormi potenzialità. E se “This is what you are” è diventata ormai famosa per la contagiosa melodia è stato molto piacevole scoprire nella dimensione a contatto con il pubblico tutte le particolarità degli altri brani. I panni del crooner gli stanno a pennello in “Gig” e “No mercy for me”, tra l’altro brani originali, in cui gli interventi di Daniele Scannapieco al sax e Luca Mannutza al pianoforte hanno strappato applausi a scena aperta. La sua voce “soul” viene esaltata poi nei brani che appartengono alla storia, come per esempio “I can’t keep from cryin’ sometimes”, di Kooper, dove la nostra coppia di giovani leoni dei fiati, con Bosso in testa hanno fatto meraviglie, oppure la magnifica “I’m her daddy” di Bill Whiters, che trasuda energia come solo certi aristi sanno trasmettere. Da non dimenticare poi le due versioni in perfetto bossa style targato Schema Records, ovvero “A Child Runs Free” e “Rio de Janeiro Blues”(il prossimo singolo), dove grande è stato il lavoro di Pietro Ciancaglini al contrabbasso, Lorenzo Tucci alla batteria e l’ospite Sandro DeBellis alle percussioni. Sicuramente un ottimo biglietto da visita e speriamo che le esibizioni si susseguano con questa formazione, impegni permettendo, perché soprattutto dal punto di vista delle voci maschili nell’ambito jazz siamo un po’ carenti e Mario ha tutte le carte in regola per continuare su questo livello.