DIARIO APOCRIFO
Le Confessioni di Max Tivoli
Ho appena terminato la lettura di un libro meraviglioso: Le Confessioni di Max Tivoli. L'autore è Andrew Sean Greer, le edizioni Adelphi.
Per uno strano scherzo della natura, Max Tivoli nasce con un corpo anziano, e con il passare del tempo ringiovanisce. La sua mente, tuttavia, segue un percorso normale ed acquisisce esperienze e competenze con il trascorrere degli anni. Max Tivoli è quindi una persona sempre asincrona, sempre fuori tempo (diremmo noi musicofili) rispetto a se stesso ed agli altri. Un ragazzino, con entusiasmi e pulsioni da adolescente, imprigionato in un corpo ed un aspetto di sessantenne. Un anziano, con l'esperienza, la maturità, i rimpianti della terza età, racchiuso in un corpo di bambino.
E' un libro delicato, ironico, commovente, emozionante, dolce ed amaro al tempo stesso. Un libro intenso, che ci parla dell'impossibilità di essere autentici, vincolati come siamo dal nostro aspetto e dalla percezione che gli altri hanno di noi. Un libro che è anche metafora dell'esistenza di molte persone, giovani fuori e vecchie dentro.
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Una lettura che consiglio caldamente. Ma ... Cosa c'entra tutto questo con il jazz?
Il mondo del jazz, mi pare, è pieno di Max Tivoli. Vi sono (pochi, in verità) Max Tivoli in positivo, ovvero musicisti avanti con gli anni ma ancora pieni di entusiasmo e voglia di esplorare. Un esempio per tutti, Michel Portal. Settant'anni appena compiuti e, musicalmente parlando, una voglia di rischiare, di buttarsi a capofitto in spericolati tuffi senza rete, invidiabile.
E poi ci sono i Max Tivoli in negativo. Ovvero musicisti di giovane età che evitano accuratamente, per pigrizia, calcolo o inettitudine, di uscire da schemi già ascoltati e pre-determinati (spesso dalle case discografiche). Musicisti incapaci, nonostante l'anagrafe, di essere giovani in senso proprio. Ovvero, incapaci di rompere le regole, cercare nuove strade, rischiare. Anche sbagliare. Fa parte di quel gioco meraviglioso che chiamiamo jazz. Ma questi musicisti preferiscono non giocare. Tanto, per una recensione favorevole, si potrà sempre contare su un Max Tivoli della critica.