DIARIO APOCRIFO
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Caro diario, Ci voleva uno estraneo al mondo del jazz, uno come Fiorello, per dire qualcosa di nuovo e dissacrante sul jazz. Penso a “Paolo Fava”, esilarante personaggio dell'ultima edizione di Viva Radio 2. Un trombettista sfiatato, che se la tira, che parla con la erre moscia. Una meravigliosa sintesi e parodia di Paolo Fresu ed Enrico Rava.
Penso all'imitazione del Presidente Napolitano, che mentre assiste ad un concerto di Giovanni Allevi, considera “dicono che è una musica che fa pensare ... infatti sto pensando a cosa c...o sono venuto a fare qui!”. Mentre la critica, per piaggeria, mancanza di coraggio o chissà cosa, continua il ritornello degli elogi, delle stellette regalate, il cut & paste dalle note stampa, ecco che arriva Fiorello e scombina le carte, dicendo cose politicamente orrette.
E se da tutto ciò la critica jazz ne esce male, chi ne esce bene, invece, è il jazz. Solo dieci anni orsono, fare una parodia radiofonica di un jazzista sarebbe stato impensabile. Banalmente, nessuno l'avrebbe capita. Oggi invece il jazz ha un seguito così ampio, che riesce persino ad essere oggetto di satira in una trasmissione popolare.

Paolo Peviani - Jazz Convention year 2008