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Meredith Monk Impermanence Ecm New Series, 2026, 2008 |
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Meredith Monk, Theo Bleckmann: voce, pianoforte
Ellen Fischer, Katie Geissinger, Ching Gonzales, Sasha Bogdanowitsch, Silvie Jensen: voce
Allison Sniffin: voce, pianoforte, violino
John Hollenbeck: percussioni,vibrafono, marimba, pianoforte
Bohdan Hilash: clarinetti, flauto, sax soprano
A sei anni di distanza dal pregevole Mercy, Meredith Monk replica le inquiete e introspettive sonorità di ricerca apparse nel precedente progetto che, come in questo, segna la presenza di un Vocal Ensemble formato da otto elementi inclusa la leader. Fondamentale in questo senso la presenza di Theo Bleckmann e Allison Sniffin, veri alter ego della compositrice newyorchese, compositrice sempre a contatto con entità artistiche vivaci e spesso tra loro interdiciplinari.
Anche in questo caso alcuni brevi frammenti vocali si dipanano ad intermittenza lungo l’affascinante play list, ricca di temi che si sviluppano con una progressione di idee spesso basate su intercalarità di natura modale. Vengono in mente su tutte gli undici minuti di Liminal nella quale pianoforte e marimba (essenziale ed efficace il lavoro di Hollenbeck), creano un tappeto quasi ostinato su cui far crescere l’intreccio di voci e fiati, ora angeliche, poi finemente dionisiache.
Assume medesima forma poetica Between Song, composizione dove il crescendo di voci femminili dona purezza al colore e alle soffici forme del tema.
Ma il lavoro serba comunque delle sorprese che / visibilmente variabile il segno unitario dell’intera opera. Ad esempio col tempo ternario di Particular Dance, una sorta di danza popolare trasformata e sintetizzata dalla Monk come una festosa musica da antica saga con bella ed esuberanza dialettica.
Sulla medesima falsariga si pone la giocosa cantilena di Skeleton Lines la cui solarità è invece simile ad una moderna tarantella mediamente movimentata.
Diversamente, altre suggestioni cromatiche appaiono derivanti dal felice scontro tra azione contrappuntistica e creativa dissonanza metodica. Fulgidi esempi che implodono nelle tracce conclusive del disco: Totentanz e Rocking. Quest’ultima dal sapore di carmico mantra ricco di spunti armonici e intriganti inusuali visioni.