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| Paul Motian Trio I Have The Room Above Her ECM, 1902, 2005 Distribuzione: Ducale |
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Prodotto da Manfred Eicher
Registrato nell’aprile 2004
agli Avatar Studio di New York
Ingegnere: James A. Farber
Foto: Thomas Wunsch, Robert Lew
Design: Sascha Kleis
Paul Motian: batteria - Bill Frisell: chitarra elettrica - Joe Lovano: sax tenore
Dopo una lunga pausa sabbatica durata un ventennio, riecco Paul Motian tornare a incidere per l’etichetta bavarese alla guida di quel trio che tanto aveva fatto gioire per vulcanica naturalezza, gusto del rischio e coraggiosa poeticità.
Il rapporto con i partner originari di quell’ultimo lavoro tedesco, lo splendido e spericolato “It Should Have Happened A Long Time Ago”, è qui più agile nelle forme e nei contenuti, più incisivo e nitido nel modo di riordinare quello strano e poco allineato gusto compositivo, da sempre tra le più esplicite prerogative del settantaquattrenne leader.
Motian nel frattempo, si era mosso in decine di altri versanti: la Electric Bebop Band (che aveva accolto per anni la presenza del nostro Pietro Tonolo), l’imprevedibile trio Tethered Moon (con Masabumi Kikuchi e Gary Peacock), il tuonante duo con Enrico Pieranunzi, talune sporadiche collaborazioni come quelle inscenate con Jarrett dal vivo al Deer Head Inn, o come altre assieme a Marylin Crispell e ancora con Paul Bley.
Ma l’energico trio con Lovano e Frisell per la verità non si era mai sciolto (vedi talune raggianti incisioni per la JMT). Anzi. Si era allargato accogliendo le presenze sporadiche di amici di vecchia data: Lee Konitz, Ed Schuller, Charlie Haden o Marc Johnson, Dewey Redman e Geri Allen, per poi ritrovarselo integro in entusiasmanti exploit concertistici in giro nei clubs della grande mela. Risolti infine i recenti problemi cardiaci che tanto avevano fatto preoccupare il mondo jazzistico, si rimane incantati per la ritrovata potenza elettrica della triangolare formazione.
Joe Lovano resta sempre quel plastico e rotondo sassofonista di sempre, dotato di un suono coinvolgente e ricco di molteplici temperature. Dalle semplicistiche comparazioni con la lezione coltraneana, Lovano ne prende i chiaroscuri più fitti e lancinanti, ma lavora al risparmio, puntando tutto sulla funzione melodica che assurge all’interno dell’economia del trio.
Dall’altro versante, Frisell aziona la macchina dell’interpolazione coi due. Emette contrappunti, vigila sul sound complessivo, armonizza dolcemente con una lucidità quasi diagnostica ma non fredda, semmai intercalante e ricca di spazi, di silenzi, di assoluta coscienza musicale.
Un lavoro duttile questo di Motian, laddove l’importanza della composizione assurge a funzione primaria ma non rinuncia alla effusione di un linguaggio moderno, a partire dal processo ritmico che il drummer impone. Le carezze di Motian sui piatti sono racconti discontinui innestati da ragionamenti oscuri che azzerano la storia e trascendono in verticalità. Una concretezza tangibile che si fa suono, vertigine e metafora.
Motian rispolvera così un vecchio pezzo del 1909 composto da Leo Friedman e Beth Slater Wilson e intitolato Meet Me Tonight In Dreamland. Nel disco appare come Dreamland attribuendolo erroneamente a Monk, con il quale in realtà aveva suonato il brano in tempi lontani.
Difatti il pezzo, col titolo esatto è presente in un LP intitolato “Thelonious Monk Trio” (Black Lion, BLP 60101), inciso a Londra il 15 novembre 1971 e antologgizzato in diverse versioni con Al McKibbon e Art Blakey.
Motian Riprende anche se stesso con la nervosa ornettiana Dance, tratto dall’omonimo LP del 1977 e reinterpreta un rarissimo cantabile classico di Jerome Kern e Oscar Hammerstein tratto dal film Showboat che da invece il titolo al disco.
L’atmosfera lunare di Osmosis Part III e I o della sognante Shadows è un confidenziale e intimo sussurare di quel certo fascino da sempre metro e cifra autentica del grande batterista di Philadelphia.
Ultime notizie: col ritorno in grande stile di Motian in casa ECM, l’etichetta tedesca annuncia l’uscita di un prossimo lavoro a nome della Electric Bebop Band, un trio composto dallo stesso Motian con Enrico Rava e Stafano Bollani, un quartetto formato insieme al sassofonista inglese Martin Speake e, per finire, un altro trio, stavolta composto dal pianista Bobo Stenson e dal contrabbassista Anders Jormin.
PAUL MOTIAN: DISCOGRAFIA SU ECM
- Conception Vessell (1972, ECM 1028)
- Tribute (1974, ECM 1048)
- Dance (1977, ECM 1108)
- Le Voyage (1979, ECM 1138)
- Psalm (1981, ECM 1222)
- It Should Have Happened A Long Time Ago (1984, ECM 1283)
- I Have The Room Above Her (2005, ECM 1902)
PRINCIPALI COLLABORAZIONI SU ECM*
- Arild Andersen: Lifelines (1980, ECM 1188)
Carla Bley: Escalator Over The Hill (1971, JCOA [ECM] 839 3102, 2CD) Carla Bley: Tropic Appetites (1974, WATT/1 [ECM] CD 557 4802)
Paul Bley: with Gary Peacock (1970, ECM 1003) Paul Bley: Fragments (1986, ECM 1320) The Paul Bley Quartet: Omonimo (1987, ECM 1365) Paul Bley/Gary Peacock/Paul Motian: Not Two, Not One (1998, ECM 1670)
Marilyn Crispell: Nothing Ever Was, Anyway – Music Of Annette Peacock (1996, ECM 1626, 2 CD) Marilyn Crispell: Amaryllis (2000, ECM 1742) Marilyn Crispell: Storyteller (2004, ECM 1848)
Bill Frisell: Rambler (1984, ECM 1287)
Charlie Haden: The Ballad OF The Fallen (1982, ECM 1248)
Keith Jarrett: The Survivor’s Suite (1976, ECM 1085) Keith Jarrett: Eyes Of The Heart (1976, ECM 1150) Keith Jarrett/Gary Peacock/Paul Motian: At The Deer Head Inn (1992, ECM 1531) * Pubblicato solo in LP