Eugenio Colombo & Raffaella Misiti - October Songs PDF Stampa E-mail
Domenica 16 Dicembre 2012 00:00


Eugenio Colombo & Raffaella Misiti - October Songs

Rudi Records - RRW 1001 - 2010

Eugenio Colombo: sassofoni, flauto
Raffaella Misiti: voce


«La solitudine culturale del nostro mondo, non solo musicale, ci obbliga continuamente a pensare se ciò che facciamo è bene o male o, come si dice, politicamente corretto. Sentiamo la necessità ad un riferimento ideale di tradizione, di una "archetipa" antichità senza tradire le urgenze contemporanee in cui convivono passato e futuro, ma anche e sopratutto il presente.»
È un'autentica dichiarazione di guerra, quella rilasciata dal duo Raffaella Misiti-Eugenio Colombo a margine della presentazione del recital Il futuro non è più quello di una volta. Lo spettacolo dedicato alle canzoni di Leonard Cohen e proposto nel marzo 2010 all'interno del cartellone della rassegna romana Cose, è disponibile ora come realizzazione discografica.
October Songs è un lavoro che esige una cauta discesa negli impervi territori dell'happening letterario, dove musica, parole, inflessione di voce e ance realizzano assieme un'opera coraggiosa di deformazione filologica.
La ballata d'addio dedicata a Marianne diventa una rapsodia contemporanea di sussulti, spasmi musicali ed evocazioni lessicali. A seguire, Dance me to the end of love apre uno squarcio lirico nel clima austero generato dal dialogo tra i fiati e la vocalità.
Ma la posta in gioco si fa più alta. La parte centrale dell'album è quindi un'occasione per un viaggio al termine della notte in piena solitudine. Colombo prende spazio e forma nella vertiginosa esplorazione di Stories of a street. Il materiale del vate canadese è qui completamente ri-scritto, prendendo letteralmente a schiaffi le aspettative dell'ascoltatore. A seguire la voce solenne della Misiti si confronta con Hallelujah, in una più tradizionale esposizione in solitaria. Il canto è mantenuto nei suoi tratti idiomatici tanto quanto l'atmosfera religiosa della materia prima.
Con Suzanne la trama sonora in ottavi, il contrappunto barocco e la scelta di un metro libero realizzano una fluida sarabanda.
In conclusione, esperienza artistica o ascolto di un'esperienza artistica?
Sfida ai codici dell'interpretazione musicale o neo-interpretazione del codice-canzone?
De-strutturazione del materiale originale o riallocazione libera sull'orizzonte della performance?
Dolente, performativo, enigmatico.
 
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