Paolo Recchia - Introducing... PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Maggio 2008 00:00


Paolo Recchia - Introducing...

Via Veneto Jazz - VVJ 061 - 2008

Paolo Recchia: sax alto & soprano
Dado Moroni: pianoforte
Marco Loddo: contrabbasso
Nicola Angelucci: batteria



Se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo azzardare la previsione di una carriera luminosa e ricca di soddisfazioni per Paolo Recchia. Ascoltando questo debutto è venuto spontaneo ed immediato accostare il giovane sassofonista di Fondi ad un blasonato collega come Stefano Di Battista con il quale, pur nella diversità delle vicende personali, condivide una sconfinata ammirazione per le grandi figure della tradizione americana, da Parker a Coltrane, e soprattutto un suono scuro, pastoso, quasi da tenore, che li rende straordinariamente simili.
Le carte in regola ci sono tutte: bel sound, intensità, tecnica cristallina, senso del ritmo, intonazione, pronuncia, capacità di muoversi tra swing e tempi dispari con la stessa disarmante disinvoltura e con la leggerezza di chi non sente alcuna pressione ma suona semplicemente per divertirsi. Ed il divertimento è assicurato dall’ascolto di Blues for Nick con i suoi intriganti obbligati ritmici ed il generosissimo swing di un gruppo estremamente affiatato: al trio stabile di Recchia (con Loddo e Angelucci, davvero bravi) si è aggiunto l’ospite Dado Moroni, il più americano dei pianisti italiani, che infatti sguazza a suo piacimento tra le composizioni di chiara ascendenza coltraniana, come One for Rick o ’Round the Room, dichiarando nello stile tutto il suo amore per McCoy Tyner. L’ispirazione diventa aperta celebrazione nella rivisitazione in chiave moderna - se così si può dire, data la perenne attualità di Coltrane - di Central Park West, uno dei rarissimi brani non originali del cd assieme a Isfahan di Strayhorn e una suggestiva A Nightingale Sang in Berkeley Squame incisa in solitudine.
Magari Recchia deve ancora trovare la propria cifra espressiva personale e liberarsi da qualche influenza di troppo nel fraseggio, ma è solo questione di tempo: un nuovo protagonista della scena jazz italiana è all’orizzonte.
 
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