Giovanni Amato & Max Ionata - Organic PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Maggio 2008 00:00


Giovanni Amato & Max Ionata - Organic



Giovanni Amato: tromba e flicorno
Max Ionata: sassofono tenore
Julian Oliver Mazzariello: organo
Nicola Angelucci: batteria



Dopo un po' di tempo dedicato al rodaggio del progetto dal vivo, finalmente Giovanni Amato e Max Ionata hanno deciso di testimoniare su disco il loro quartetto, grazie alla sempre lungimirante – anche se giovane – Picanto Records. In un'ottima alternanza di brani autografi e standard non dei più frequentati, Organic si configura come un pregevole disco di hard-bop nostrana, in cui tutta l'individualità di quattro musicisti tra i più interessanti del panorama nazionale (Amato e Ionata sono infatti in compagnia di una sezione ritmica composta da musicisti di tutto rispetto: Mazzariello e Angelucci compongono infatti uno dei duo organo-batteria più richiesti di tutta Italia) viene esaltata e al contempo piegata alle esigenze di compattezza e fluidità musicale.
Nel disco, i brani originali sono equamente distribuiti tra i due bandleader: due per Ionata e due per Amato. Entrambi i musicisti, al di là delle ben note abilità strumentali (in particolare Amato si dimostra assolutamente a suo agio nell'hard-bop, anche grazie alla maestria con cui Mazzariello ne sostiene gli assoli) mettono in scena ottime abilità compositive, di modo che brani come Little Hand o Gli specchi non sfigurano davanti al più blasonato Yes or No di Wayne Shorter o a Soy Califa di Dexter Gordon: due brani scelti sicuramente non a caso, in quanto riecheggiano quelli che sono probabilmente i due riferimenti principali per la musica proposta in Organic. A suo agio con il gruppo si rivela anche Nicola Angelucci, che in Blues for Elvin (il titolo già dice molto) dà il meglio di sé in brevi assoli ben costruiti e integrati perfettamente nel brano. Particolarmente elegante risulta la rilettura di Darn that Dream, condotta con caldi accordi dell'organo di Mazzariello e con il sottile accompagnare delle spazzole di Angelucci, a tutto vantaggio di una chiarezza melodica magistralmente espressa sia da Amato che Ionata.
Organic è un disco non pretenzioso e, per questo, particolarmente riuscito: i quattro musicisti dialogano sfruttando la loro grande esperienza, riuscendo così a confezionare un'ora di musica assolutamente piacevole.
 
Banner
Banner
Banner
Banner