Emanuele Parrini - Viaggio al centro del violino Vol. 2 PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni Montano   
Lunedì 09 Febbraio 2015 00:00


Emanuele Parrini - Viaggio al centro del violino Vol. 2

Rudi Records - RRJ1023 - 2014

Emanuele Parrini: violino
Piero Bittolo Bon: sax alto, clarinetto basso
Pasquale Innarella: sax tenore, corno francese
Pasquale Mirra: vibrafono
Silvia Bolognesi: contrabbasso
Tiziano Tononi: batteria
Claudia Tellini: voce
Titta Nesti: voce


Emanuele Parrini pubblica il secondo capitolo del Viaggio al centro del violino e in questa occasione non si presenta da solo, come nel n.1, ma si circonda di un bel gruppo di musicisti con cui ha condiviso ,generalmente, precedenti esperienze. Tononi, Bolognesi e Bittolo Bon compaiono tra l'altro con lui nella Tbone-band di Tiziana Ghiglioni, riunita per l'incisione di A Male walking in the cauldron, disco del 2009 dedicato a Mal Waldron. Pasquale Innarella e Pasquale Mirra non hanno grande consuetudine con il violinista, ma il primo è titolare di un quartetto in cui figura Silvia Bolognesi, il secondo è una colonna di Jump the shark, il fortissimo sestetto di Bittolo Bon. A questo punto, per transizione, il polistrumentista e il vibrafonista diventano contigui, almeno come concezione estetica, al leader di questo ensemble.
L'album è molto progettuale. Non potrebbe essere altrimenti trattandosi di Parrini, artista attento, preparato e scrupoloso. Ascoltandolo si ricava l'impressione che la parte scritta o comunque pianificata, sia la base solida su cui si sostiene tutta l'impalcatura musicale dei "viaggiatori". L'improvvisazione ha un ruolo decisivo, cioè, all'interno di strutture ben precise e definite,
Si comincia con The funeral di Archie Shepp e si intuiscono subito i punti di riferimento scelti, la piega che prenderà la musica in tutto l'album. C'è un background "black", un'aria di sapore chicagoano, zona Art ensemble e dintorni, al fondo del pezzo. Si assiste, poi, ad una scomposizione del settetto in formazioni numericamente più ridotte. Si procede, così, fra dialoghi tra due o più strumenti, alternati ad un vociferare polifonico e a momenti di focus su un unico protagonista.
Are you ready? è annunciata dal suono penetrante, tagliente del violino. Ad un certo punto entrano in scena i partners, inizialmente diretti su piste conflittuali, quindi incanalati tutti da un riff anomalo su cui prende le mosse un assolo nervoso, spigoloso, di Bittolo Bon.
In Fragments, Claudia Tellini si esprime con un flusso vocale continuo che comincia calmo e sinuoso sino a trasformarsi, attraverso un lento crescendo, prima in un lamento e successivamente in un urlo prolungato, mentre, al di sotto, l'eccitazione arriva al culmine
Rosmosis si apre con un motivo tortuoso e obliquo, dove è protagonista Pasquale Mirra, impegnato più oltre in un bel duetto con Tononi. Sul finale, dopo un altro intervento acuminato di Bittolo Bon al clarinetto basso, virato sulle note alte, riporta tutti all'ordine ancora il violino discorsivo e puntuto di Parrini.
Su un sottofondo sostenuto e tirato, in Spiritual man, Innarella parte in quarta con un solo al sax tenore teso e corroborante. Il combo allargato risponde muovendo le acque e disegnando alle sue spalle uno scenario turbolento, sino alla fine della traccia.
Blues P-Black violin contiene un assolo caldo e significativo di Silvia Bolognesi, bassista di livello internazionale. Quindi il brano si sviluppa con meno complicanze, rispetto al trend solito. Basso e batteria danno luogo ad un accompagnamento ricco di swing su cui si lanciano i solisti, uno alla volta. E' un ritorno apparente alla "normalità" jazzistica, poiché il finale riserva ancora sorprese. A Tononi spetta il compito di occupare il proscenio con la consueta energia, lasciando a riposo gli altri a metà strada, prima dei fuochi d'artificio finali collettivi.
Se il primo volume confermava la capacità di strumentista di Emanuele Parrini, la sua cultura musicale, la sua opzione per un percorso artistico mai fermo su quanto acquisito, ma sempre alla ricerca di nuove facoltà espressive, il secondo volume rivela, invece, la sua abilità di arrangiamento e direzione. Il viaggio al centro del violino n.2 è, infatti, un album pensato, organizzato nei dettagli, ma dove viene concessa ampia libertà di azione alle singole individualità, tutte sintonizzate, comunque, sulla lunghezza d'onda del titolare del cd.
 
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