Luca Aquino - OverDOORS PDF Stampa E-mail
Scritto da Sergio Spada   
Lunedì 11 Maggio 2015 00:00


Luca Aquino - OverDOORS

Tuk Music - 2015

Luca Aquino: tromba
Dario Miranda: basso elettrico
Antonio Jasevoli: chitarre
Lele Tomasi: batteria


Con questo progetto uscito per la giovane etichetta Tuk Music di Paolo Fresu, il trombettista beneventano realizza probabilmente un sogno tenuto nel cassetto per diverso tempo, se è vero che i Doors, nella sua giovanile formazione prevalentemente "rockettara", sono sempre stati il gruppo preferito. Ed ecco allora, non senza ardore e spudoratezza, (qualità che convengono a chi si misura con progetti che possono intimorire) il quartetto di Luca Aquino (Dario Miranda al basso elettrico, Antonio Jasevoli alle chitarre, Lele Tomasi alla batteria) misurarsi con il repertorio dei Doors attraverso undici brani fra i quali alcuni dei più significativi (Waiting For The Sun, Riders On The Storm, Light My Fire) della storia della band di Jim Morrison.
Non sembra esserci alcun intento emulativo o idea di banale fotocopia, scelta che non potrebbe che nuocere. La musica dei Doors è affrontata in chiave jazz-rock e con un moderato uso, da parte di Aquino, dell'elettronica in alternanza alla sua tromba. Per il resto il sapiente trombettista usa il suo strumento come distaccato alter-ego della voce di Morrison, così come la chitarra di Jasevoli non prova nemmeno a seguire le impossibili sonorità di Robby Krieger (ed il mitico organo di Ray Manzarek non c'è proprio...).
La riproposta risulta in diversi momenti davvero originale, in altri forse meno, sicuramente più intrigante nei momenti in cui si lascia spazio alle voci "ospiti: come quella straordinaria ed un po' folle di Petra Magoni (Queen Of The Higway) o quella seriosa, teatrale ed evocativa di Rodolphe Burger insieme con il migliore momento di Aquino (Riders On The Storm), fino alla conclusiva Indian Summer, sussurata sia nella musica che nella ispirata lettura di Carolina Bubbico.
OverDoors risulta in questo modo un lavoro di sicuro interesse per la eccellente idea di dare ai brani originali una veste diversa ed allo stesso tempo rispettosa del modello. Un percorso tutto da scoprire anche per gli amanti di uno dei più grandi gruppi della storia del rock, ideato da un musicista curioso e moderno oltre che tecnicamente inappuntabile.
 
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