Sartori/Delius/Honsinger - Baboon PDF Stampa E-mail
Scritto da Aldo Del Noce   
Sabato 20 Giugno 2015 00:00


Sartori/Delius/Honsinger - Baboon

Rudi Records - RRJ1012 - 2013

Enrico Sartori: sax alto, clarinetto in Si b, clarino alto
Tobias Delius: sax tenore, clarinetto in Si b
Tristan Honsinger: violoncello


Line-up di pregio già nell'annunciare la nuova discesa in campo del prezioso veterano Tristan Honsinger, voce eccentrica e anima eccellente del free, spiritato inventore nelle già pittoresche piattaforme di eversive realtà – non che, per quanto attiene ai meno stagionati sodali, i rispettivi percorsi curricolari appaiano né marginali né effimeri, potendosi ascrivere all'italiano un solido praticantato al fianco di Giancarlo Schiaffini, Gianluigi Trovesi, Barre Phillips (oltre alla militanza nell'ottetto del più anziano confratello) e potendo vantare il britannico una formazione di profonde influenze europee, condivisione di scena con grandi personalità free, da Steve Lacy a Misha Mengelberg (e, ancora con Honsinger, l'aver animato un quartetto con Han Bennink e Joe Williamson).
Conversazioni, invettive, ascolto reciproco e dialettica individuale articolano una progressione alquanto spettacolare, in cui un macchinoso, intrigante laboratorio prende vita da una fisica strumentale accortamente ed energicamente sviscerata, ma a conferire vitalità al denso affresco acustico è una consistente quota di forze animali che pervadono febbrilmente il suggestivo canovaccio.
Un violoncello che ha trasceso camerismi e tratti idiomatici per farsi voce (e arma) d'ampia duttilità ed eloquenza, che conferisce carena ritmica e solide meta-armonie alle curiose, ora veementi ora sottili argomentazioni degli alacri soffiatori: immagini archetipiche e concettualità elementare nell'articolazione dei titoli, che non difettano di sensibilità e languori blues, interplay intrinsecamente jazz e visionarietà post-free, in una fucina d'incontro uman(istic)o innanzitutto, che pone e postula regole implicite nell'arena dell'espressione libera ma di progettuale stratificazione e polifonia.
 
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