Mirabassi/Di Modugno/Balducci - Amori sospesi PDF Stampa E-mail
Scritto da Aldo Del Noce   
Lunedì 27 Luglio 2015 00:00


Mirabassi/Di Modugno/Balducci - Amori sospesi

Dodicilune Dischi - Ed 333 – 2015

Gabriele Mirabassi: clarinetto
Nando di Modugno: chitarra classica
Pierluigi Balducci: basso acustico
special guests
Monica Salmaso: voce (in En La Orilla del Mundo)
Cristina Renzetti: voce (in Azul)


Nuovo appuntamento con l'espressione in acustico, sancito questa volta dall'incontro fra tre dotati interpreti che non tardano a porre sul tavolo da gioco le proprie risorse e i propri talenti senza prolissità vanesie o ancor meno giocare di bluff.
Colpisce dunque la virtuosa pertinenza di ruolo del chitarrista Nando di Modugno, investito nel doppio versante classico e jazz (e che di entrambi si giova con sapiente e sincretica eloquenza), s'apprezza l'ulteriore consolidamento delle versatilità ritmico-melodiche di un Pierluigi Balducci, qui di funzionale concretezza, con poca sorpresa né tanto da aggiungere sulla personalità di Gabriele Mirabassi, soffio d'ebano di netta, sensibile propensione alle forme smusse e alla dizione di velluto, e il gioco d'insieme (che in un paio di occasioni s'arricchisce d'interventi canori) ulteriormente distilla la profonda anima melodica anche delle composizioni "importate" (Minuano di Metheny-Mays, En La Orilla del Mundo di Rojas-Milanes, Choro Dançado di Maria Schneider), che tematicamente confermano le esplorazioni e le attenzioni dei tre sulle dinamiche e i travagli del cuore e degli affetti.
«Progetto magico, in viaggio dalla Patagonia a Rio de Janeiro, caratterizzato dall'intersecarsi di jazz, folklore ed echi della tradizione classica - musica che scava nel territorio e nelle sue melodie ancestrali», che fuga le impressioni di un easy-listening, sia pure di notevole qualità ma mai banalizzabile per le densità della scrittura e degli arrangiamenti, Amori Sospesi è certamente assai godibile per le estese, dominanti ariosità d'impianto; il trio che lo anima, di evidente maturità interpretativa e nitide traiettorie, non saccheggia, ma con discrezione attinge a materiali di gusto trasversale senza piegarli o stravolgerli, quanto piuttosto incanalandoli lungo una musicalità generosa, eruttiva, di mutuo scambio e "di crescita".
 
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