Giovanni Falzone Contemporary Orchestra - Led Zeppelin Suite PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio Caprera   
Lunedì 14 Marzo 2016 00:00


Giovanni Falzone Contemporary Orchestra - Led Zeppelin Suite

Musicamorfosi - 2015

Giovanni Falzone: tromba, arrangiamenti, direzione
Jacopo Soler: flauto
Simone Maggi: tromba
Massimiliano Milesi: sax tenore, sax soprano
Marco Taraddei: fagotto
Andrea Andreoli: trombone
Carlo Grandi: trombone
Valerio Scrignoli: chitarra
Michele Tacchi: basso
Antonio Fusco: batteria


Giovanni Falzone non è nuovo a "scorribande" nel rock o nella classica. Parte dal jazz e si apre ad altre sonorità, le accosta, le miscela, a volte le rende ibride. È una sorta di "pirata buono" che non saccheggia o depreda ma prende in prestito per i suoi progetti che suscitano sempre curiosità, apprezzamenti ed encomi per il coraggio nello sperimentare. Led Zeppelin Suite entra di diritto in quel contesto. Il progetto è realizzato attraverso l'apporto della Contemporary Orchestra messa in piedi nel 2011 e che ha al suo interno giovani musicisti e "veterani", uniti nell'intento di andare oltre gli steccati tra generi. Dunque una struttura che vede la sezione ritmica declinata al rock, i fiati di matrice jazz e flauto e fagotto a rappresentare la classica. «L'opera si divide in quattro quadri, ciascuno dei quali si riferisce a uno dei primi quattro album dei Led Zeppelin».
Poi c'è l'apporto di Falzone che fa incontrare le sue composizioni ai brani originali dei singoli dischi. È un lavoro portentoso, quello di Falzone. Fa una sintesi, sparge nell'opera tracce di originalità, modula i suoni, indirizza il pensiero dei musicisti, concede libertà agli assolo, evita la ripetizione o peggio l'imitazione usando la creatività di ognuno e l'istinto al nuovo, all'andare oltre di alcuni musicisti, valorizzando nello stesso tempo la forza dell'insieme. Si parlava di coraggio all'inizio; aggiungeremmo spregiudicatezza e senso dell'"avventura". Questi sono i requisiti adottati per uscire dall'ortodossia, sperimentare e creare un progetto riuscito, alla maniera di una grande opera rock, che alla fine premia lo sforzo, l'entusiasmo e la creatività di Falzone e dei suoi bravi musicisti.

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