Ajar - Ajar PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio Caprera   
Martedì 28 Giugno 2016 00:00


Ajar - Ajar

Dodicilune Dischi - ED341 - 2015

Luigi Esposito: pianoforte
Umberto Lepore: contrabbasso
Marca Castaldo: batteria
Charles Ferris: tromba, flicorno
Davide Maria: viola, violoncello


Il sud che incontra il nord e viceversa. Potrebbe essere la definizione del progetto Ajar, termine che sta a significare "semichiuso" o "semiaperto". Dunque sguardo verso l'esterno ma anche al di dentro di se stessi. Le composizioni di Luigi Esposito, sette delle nove presenti nel disco, rimandano a tali significati, dove la componente melodica di matrice meridionale incrocia i venti scandinavi miscelandosi e immergendosi in una soluzione improvvisata e dai suoni tratteggiati e lirici (September Blue). Di questo melting pot ne sono l'espressione più alta il tangato Riccardo e il mediterraneo Zizou. Di molto contribuisce alla definizione del suono la tromba di Charles Ferris (Illusione), che si staglia astratta, impalpabile e a volte anche tagliente nel crearsi gli spazi. Si ascolti l'omaggiato Vijay - Ajar, dove alle angolature di pianoforte subentrano le smussate ed ellitiche arie della tromba. C'è tanta roba in questo disco. Esposito ha racchiuso il suo mondo musicale legato a temi e geografie, che non è solo jazz, ma che attinge anche dalla musica "alta" e da quella popolare, in un'espressione compiuta denominata Ajar.

Segui Flavio Caprera su Twitter: @flaviocaprera
 
Banner
Banner
Banner
Banner