Stefania Tallini & Guinga - Intimidade PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Lunedì 30 Gennaio 2017 00:00


Stefania Tallini & Guinga - Intimidade

AlfaMusic - AFMCD192 - 2017

Stefania Tallini: pianoforte
Guinga: voce, chitarra


Voce e pianoforte per un dialogo intenso ed elegante. Stefania Tallini e Guinga proseguono il lavoro avviato in Viceversa con un vero e proprio recital che attraversa il novecento della canzone brasiliana e approda al presente con due brani dello stesso Guinga - vale a dire Passarinhadeira composta insieme a Paulo Cesar Pinheiro e la conclusiva Ilusão Real firmata con Zé Miguel Wisnik.
Tom Jobim, Vinicius De Moraes, Dorival Caymmi, José Maria Abreu, Francisco Mattoso, Luiz Gonzaga, Domingos Ramos, Pedro Caetano, Claudionor Cruz e Peterpan sono in pratica i numi tutelari di un racconto dove parole e musica si intrecciano in modo continuo e indissolubile. L'equilibrio e la maestria dei due musicisti rende possibile una sintesi emotiva compiuta ed efficace. Gli elementi passionali e razionali, i riferimenti colti e gli aspetti lirici si fondono in una miscela assolutamente solida. La veste essenziale, profonda e ancestrale dell'incontro di voce e pianoforte permette a Stefania Tallini e Guinga di utilizzare ogni sfumatura e ogni movimento presente nei brani, consente loro di passare con tale immediata naturalezza attraverso i registri e unire così in modo leggero ma indissolubile le varie emozioni. Come è facile immaginare, il tutto avviene secondo una dinamica molto più fluida e ardente di quanto si possa spiegare a parole. Il duo conduce l'ascoltatore in un mondo musicale dove le note, le composizioni, la tecnica strumentale, la conoscenza e la pratica dei vari generi viene messa con sapienza e consapevolezza al servizio dell'emozione, senza mai indulgere nella ricerca di effetti facili ma andando di continuo a scavare e a riflettere sulla necessità dei singoli passaggi.
Un mondo musicale intimo e capace di guardare alla tradizione e di mantenere sempre vivo e presente, allo stesso tempo, il senso del proprio discorso. Una sobrietà lirica, capace di trarre il massimo da una miscela del tutto personale fatta di suggestioni e di cura del dettaglio timbrico, di sospensione, trasporto e lavoro di sottrazione. Una miscela asciutta nella forma ma quanto mai appassionante nella sostanza e nel modo di porgersi all'ascoltatore.

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