Peo Alfonsi - O Velho Lobo PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Domenica 05 Febbraio 2017 00:00


Peo Alfonsi - O Velho Lobo

Abeat Records - ABCO 901 - 2016

Peo Alfonsi: chitarra classica


Nella chiusura delle note di copertina del disco, Gabriele Mirabassi individua con lucida chiarezza la chiave espressiva di O Velho Lobo. «Non vedevo l'ora di ascoltare Villa Lobos suonato da un musicista di questo tipo, capace di rigorosa profondità nella lettura del testo, ma anche in possesso delle fondamentali referenze popolari che questa musica continuamente richiama, ma che normalmente l'interprete esclusivamente avvezzo al repertorio classico non conosce.»
Peo Alfonsi dedica questo lavoro al repertorio chitarristico di Heitor Villa Lobos: affronta, infatti, i Cinq Preludes, i Douze Etudes, la Suite Populaire Brasilienne e, infine, conclude con lo Choro n.1. Il chitarrista combina rigore e trasporto con equilibrio, un equilibrio spontaneo, radicato nel tocco sulle corde e nella lettura delle pagine, nato da un gusto e da una sensibilità profonda e consolidato da un'esperienza musicale sfaccettata e molteplice.
Se, ancora oggi, Villa Lobos resta uno dei riferimenti principali per i musicisti brasiliani di qualunque estrazione e il suo repertorio affiora nelle loro esecuzioni e incisioni, il motivo è da rintracciare nella duplice valenza della sua musica, nello sguardo capace di abbracciare tanto il mondo classico ed europeo quanto la rigogliosa anima brasiliana. Senza strappi e senza "traduzioni", Alfonsi riesce a far trasparire quanto di solito non viene colto e, di conseguenza, utilizzato nei contesti classici. L'interpretazione contiene lo spirito popolare delle composizioni senza tradire lo sguardo alto e colto che di Villa Lobos rivendicava per i suoi lavori. Sono piccoli dettagli che ritroviamo nei glissati, nelle legature, negli armonici, in tutta quella parte espressiva maggiormente affidata al gusto e alla soggettività del chitarrista e che Alfonsi affronta tenendo conto in modo naturale di tutti gli aspetti.
La lunghezza del lavoro - quasi settantotto minuti affidati alla sola chitarra - non si avverte come un "problema" ma offre all'ascoltatore il mondo di Villa Lobos con una grande ricchezza e un ventaglio ampio di prospettive musicali. Il risultato è un disco coerente e scorrevole, forte e fluido tanto nei singoli brani quanto nel suo filo complessivo.

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